Villa Fanini
Villa Fanini

Lucca, 20 dicembre 2017 - Villa Fanini è stata venduta all’asta. Il nuovo acquirente è una società immobiliare che se l’è aggiudicata per una somma davvero modesta, vista la rilevanza della prestigiosa residenza di Gragnano: appena 4 milioni e 100mila euro. La cessione è stata perfezionata ieri pomeriggio nello studio del dottor Alessandro Sisti, professionista di Pietrasanta delegato dal tribunale fallimentare alla vendita. Dopo varie aste andate a vuoto nei mesi scorsi (la prima il 20 giugno con una stima di 9 milioni e 600mila euro) alla fine si è fatto avanti un solo acquirente che ha aderito all’offerta scesa progressivamente di prezzo fino agli attuali 4 milioni e 50mila euro. In pratica il prezzo di base dell’asta è stato superato solo di 50mila euro.  
 
Un affare d’oro, insomma, anche se non è ancora chiaro chi sia il nuovo proprietario: si parla di un’immobiliare che avrebbe agito per conto di imprenditori russi che nelle scorse settimane avevano anche effettuato un sopralluogo nella villa. Non resta che attendere. Intanto c’è da registrare l’amaro sfogo dell’ex proprietario Ivano Fanini. «Sono amareggiato – commenta – perché in questa villa ho messo il cuore e praticamente una vita intera. Ce l’avevo da più di 40 anni e mi ci sono dedicato con tutto me stesso. Ho fatto da schiavo, io, ma anche tutta la mia famiglia. Vederla cedere per poco più di 4 milioni di euro è qualcosa di allucinante. Anni addietro mi rifiutai di venderla per 50 milioni, ben sapendo, grazie a stime ufficiali, che i soli affreschi della villa (in stile barocco dei maestri Gioacchino Pizzoli e Angelo Michele Colonna) valevano più di 20 milioni di euro».
 
«Per me – aggiunge Ivano Fanini – è una grave ingiustizia veder sperperato un patrimonio del genere con il sistema delle aste all’italiana. Prezzi stracciati. Il tribunale aveva fatto una valutazione di 12 milioni e mezzo già palesemente molto bassa. Adesso valuterò con i miei avvocati le eventuali azioni da intraprendere. Il mio debito effettivo con Banca Etruria era di 1,7 milioni, per mutui non pagati. Potevamo trovare un accordo. Invece ecco la svendita. Oggi passa di mano per 4 milioni. Vedremo».