REDAZIONE LUCCA

Strade di sangue. Sale il numero degli incidenti

I dati dell’Aci mettono per fortuna in mostra un calo delle vittime

Il direttore dell’Ac lucchese Luca Sangiorgio

Il direttore dell’Ac lucchese Luca Sangiorgio

Continuano a salire gli incidenti in provincia di Lucca, secondo il rapporto Aci-Istat, infatti, nel 2023, la provincia ha registrato 1676 sinistri, contro i 1596 del 2022. Un triste traguardo che vale alla Lucchesia il secondo posto sul podio regionale, dietro a Firenze (4904 incidenti). Buone notizie, invece, per la mortalità che scende a 19 vittime contro le 27 della precedente ricognizione. Una fotografia impietosa che ci restituisce dati preoccupanti: oltre 4 incidenti al giorno e almeno 1 morto al mese. Cresce anche il numero dei feriti che passa da 2053 a 2159.

“Sembra un trend inarrestabile – commenta il direttore dell’Ac lucchese, Luca Sangiorgio – dal dopo-pandemia, l’incidentalità lucchese è cresciuta a ritmi elevati. L’unico conforto è il calo del tributo di sangue chiesto dalla strada, ma ciò non deve far tirare alcun sospiro di sollievo. I colpevoli, come sempre, sono la guida distratta e il mancato rispetto dei segnali stradali: guidare non è un qualcosa in più che si fa mentre ci si sposta da un luogo ad un altro. Prima di tutto si guida, responsabilmente, con gli occhi sulla strada e le mani sul volante. Da fermi, si telefona, si risponde ai messaggi, si guardano i social. Un messaggio o una telefonata non valgono il prezzo di una vita“.

Se a livello regionale i dati sono in lieve discesa, a Lucca la situazione è ribaltata: con 1676 sinistri, la provincia batte Pisa (1556) e Livorno (1632), piazzandosi al secondo posto dopo Firenze (4904). A livello locale, invece, i territori più pericolosi sono Lucca (445), Viareggio (398), Camaiore (164, con un lieve calo rispetto al 2022) e Capannori (161).

Prevalentemente gli incidenti sono avvenuti su strade urbane in corrispondenza di rettilinei, incroci e intersezioni segnalate: le cause principali, come sempre, il mancato rispetto dei segnali e delle distanze di sicurezza e la guida distratta. L’identikit della vittima lucchese, infine, è ancora un uomo tra i 30 e i 54 anni: quasi il doppio, infatti, i conducenti morti e/o feriti di sesso maschile (più di 450) rispetto alle donne (circa 300).