"Saldi prematuri". I commercianti sono perplessi sul via agli sconti

Molti sottolineano che la stagione invernale è appena partita "Sarebbe stato meglio spostarli di un mese per noi e per i clienti".

"Saldi prematuri". I commercianti sono perplessi sul via agli sconti
"Saldi prematuri". I commercianti sono perplessi sul via agli sconti

L’inizio del nuovo anno porta con sé anche i tanto attesi quanto criticati saldi invernali. In giro per i negozi della città abbiamo chiesto il parere dei commercianti sul via ai saldi già da venerdì 5 gennaio. Non è una novità che le stagioni siano cambiate e che l’inverno sia arrivato tardi, è sempre difficile però abituarsi al cambiamento. I saldi d’inizio anno hanno lo scopo di vendere a prezzi ridotti i capi ancora invenduti in vista della chiusura della stagione invernale e del passaggio di collezione.

Se una volta, alla conclusione delle feste, in concomitanza con l’Epifania, il periodo era perfetto per scontare i prodotti invernali, adesso sembra quasi un’assurdità. I commercianti sembrano d’accordo. "Si chiamano saldi di fine stagione, ma sembra chiaro che la stagione è appena iniziata - sottolinea Emiliano Guardati di Gigolò and Void -. E’ una scelta innaturale, sia per il clima che non è coerente, dato che i primi freddi sono iniziati da poco, sia perché sono troppo a ridosso delle feste".

Le temperature parlano chiaro, sono assai più alte della media stagionale. Quindi mesi caldi, con l’autunno che non terminava mai e le vendite delle collezioni invernali abbastanza a rilento. "Abbiamo perso più di un mese di vendite - dice Sara Veneruso del negozio ‘Secret’, in via Cenami - la collezione invernale è quasi intatta, sarebbe stato meglio aspettare almeno l’inizio di febbraio".

Purtroppo però, è la grande distribuzione a decidere e le attività non possono restare indietro con il rischio di non vendere. "È come tirarsi la zappa sui piedi, perché in questo modo si svaluta il prodotto, - racconta Julia Betti, di Milano 51 in via Buia - e ci sentiremmo in difficoltà a non seguire il flusso delle grandi distribuzioni, in primis con i nostri clienti fissi. Soprattutto bisognerebbe tutelare chi come noi ha una piccola attività e non ha accesso alle distribuzioni come per le catene di ‘fast fashion’. Sicuramente non c’è da aspettarsi la folla fuori ai negozi come una volta, la crisi c’è a prescindere dai saldi".

Sì, la crisi c’è, lo shopping natalizio è appena passato, la domanda quindi è spontanea: "c’è chi davvero sta già aspettando i saldi?". "Ci svalutano, come attività e come prodotti - dice Andrea Lenci del negozio ‘Hoppa’ -. Tutto dipende dalle grandi catene, quando decidono è impossibile astenersi, si resterebbe indietro. Ovvio è, che spostarli di un mese sarebbe stato giusto per i negozi, i prodotti, ma anche per i clienti, sarebbero stati più invogliati".

Rebecca Graziano