REDAZIONE LUCCA

“Processo da rifare“. Anziana morì in clinica. Appello dei familiari

Il gup aveva prosciolto medici e infermiere. “Motivazioni carenti“

Domenica Pieroni, ex commerciante di 95 anni, era morta nel luglio 2022 con piaghe da decubito

Domenica Pieroni, ex commerciante di 95 anni, era morta nel luglio 2022 con piaghe da decubito

Il giudice un mese fa aveva stabilito che non ci sono colpevoli per la tragica fine di Domenica Pieroni, l’ex commerciante di 95 anni del centro storico morta nel luglio 2022 di sepsi dopo una degenza di un mese in una clinica lucchese. Il gup Alessandro Dal Torrione al termine dell’udienza preliminare aveva infatti prosciolto tutti gli otto imputati (tre medici, una caposala e quattro infermiere della struttura sanitaria privata) dall’accusa di omicidio colposo. Ma i familiari dell’anziana non ci stanno e fanno appello urgente alla Procura perché impugni la sentenza.

"A seguito della sentenza n.487/24 – scrivono i legali della famiglia della vittima, avvocati Eleonora Romani ed Elisabetta della Santa – il gup Dal Torrione ha assolto gli imputati, medici e non dipendenti tutti della Casa di Cura di Lucca, “perché il fatto non sussiste” dall’accusa di omicidio colposo della signora Domenica Pieroni. Siamo stati incaricati di presentare istanza motivata al Procuratore della Repubblica di Lucca e al Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Firenze affinché provvedano ad impugnare la suddetta sentenza".

"La decisione, infatti, – aggiungono i legali – ha suscitato sgomento e indignazione nei familiari della vittima che vedono così calpestata la possibilità di ottenere giustizia per i patimenti e la successiva morte della loro congiunta. Peraltro, le parti civili non possono autonomamente impugnare la sentenza, ma ritengono che sia doveroso che la Procura provveda a sostenere l’accusa con l’atto di impugnazione. La sentenza, invero, appare gravemente carente in punto di motivazioni. Vi è da precisare che la prova del nesso di causalità era stata ben più che offerta dai consulenti del pm e della parte offesa, i quali hanno ricondotto la causa, che ha in ultimo portato alla morte, alle piaghe da decubito, e la loro origine e gravità è dipesa dalla condotta omissiva, negligente ed imperita di tutti gli imputati che potevano e dovevano evitare l’evento".