La salute di prossimità. Come prevenire è più facile quando lo si fa ‘da vicino‘

Un convegno per illustrare il "Proximity Care" promosso e finanziato dalla Fondazione CrL con la Scuola Sant’Anna la collaborazione di Fondazione Monasterio e della Asl .

La salute di prossimità. Come prevenire è più facile quando lo si fa ‘da vicino‘
La salute di prossimità. Come prevenire è più facile quando lo si fa ‘da vicino‘

Il concetto di ”prevenire è meglio che curare” non è mai così importante come quando si parla di salute. Il valore della prevenzione e le cure di prossimità per le aree interne sono stati due delle tematiche principali del convegno che si è tenuto nella giornata di ieri, nella Chiesa di San Francesco, nato nell’ambito di "Proximity Care", il progetto promosso e finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e realizzato dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, con la collaborazione di Fondazione Monasterio, Asl Toscana Nord Ovest, Regione Toscana, Ispro e dei 23 comuni delle aree interessate, per proporre e sperimentare un nuovo modello di approccio sociosanitario per le aree interne della provincia, in particolare Valle del Serchio e Alta Versilia.

La giornata di approfondimento è nata con l’obiettivo di presentare il progetto e le sue sfaccettature ad una platea più ampia che non si limitasse ai soggetti del nostro territorio ma che si riferisse anche ad un pubblico dal calibro nazionale. Oltre alla comunità scientifica, il progetto è stato illustrato alla cittadinanza, rivolgendosi in particolare e coloro che vivono in zone limitrofe e provinciali, luoghi dove risulta essere più difficoltoso raggiungere le strutture sanitarie.

Durante il corso della mattinata, a seguito degli interventi del presidente della Fondazione CrL, Marcello Bertocchini e della Rettrice della Scuola Sant’Anna, Sabina Nuti, il progetto è stato presentato alla comunità scientifica mentre, nel pomeriggio, l’approfondimento si è rivolto all’intera cittadinanza illustrando, con esempi concreti e pratici, come la ricerca scientifica possa aiutare le persone che vivono in zone isolate e meno abitate e come, grazie a queste innovazioni, si permetta loro di continuare a vivere bene nella propria zona, ostacolando così il fenomeno dello spopolamento delle aree meno centrali.

È stata proprio la stessa comunità scientifica coinvolta nel progetto e altri, a presentare le innovazioni che permettono alla cittadinanza di pensare alla prevenzione e alla salvaguardia della salute in modo più semplice e comodo, che non preveda spostamenti.

I progetti sono il frutto di uno studio e lavoro che coinvolge le più svariate discipline, a partire dai medici per finire agli ingegneri, dando vita ad una formula in grado sempre di più di catturare le attenzioni di altre zone che presentano i problemi di servizi e spopolamento e che permette di trovare soluzioni concrete per il territorio e contemporaneamente dar vita ad un modello replicabile e funzionale.

Giulia Alberigi