Grande preoccupazione per l’agricoltura in Garfagnana
Grande preoccupazione per l’agricoltura in Garfagnana

Lucca, 9 marzo 2019 - Insetti alieni in Valle del Serchio. Il motivo è semplice: fa caldo per essere ancora, sulla carta, in inverno. In questi giorni anche Coldiretti ha segnalato l’anomalia di temperature particolarmente elevate per il periodo, fino a 2 gradi sopra le medie, classificando il mese di febbraio appena trascorso come uno dei 15 più caldi dal 1800, dati Isac Cnr.

Carenza di acqua negli invasi, primavera di fatto anticipata e altri fenomeni legati al rinnovamento annuale del ciclo vitale di piante e animali che interessano l’ambiente ricadendo, poi, inevitabilmente sulla qualità del nostro benessere. E a destare preoccupazione in questo particolare quadro ambientale sono appunto gli insetti che stanno già preparandosi a invadere i nostri territori, concentrandosi in aree ricche di colture e frutteti. Il nostro focus è concentrato sulle specie che potrebbero rivelarsi pericolose per il normale sviluppo floristico, manifestandosi con comportamenti estremamente dannosi per l’agricoltura, i boschi, gli orti e i giardini, quelli cioè che gli studiosi chiamano insetti alieni.

«I cambiamenti climatici e anche le continue importazione di merci - spiega Ivo Poli, presidente dell’Associazione «Città del Castagno» e grande esperto di etno- botanica - con carenza degli adeguati controlli consente il proliferare di questi piccoli ‘clandestini’ dei quali non si conoscono i comportamenti di adattamento in aree estranee al loro habitat naturale. Alcuni di questi sono già arrivati sul nostro territorio, basti pensare al cinipide del castagno e ai danni che ha comportato alla produzione dei nostri boschi, alla piralide del bosso che porta alla completa defogliazione della pianta o al tarlo asiatico del fico che ha quasi azzerato il raccolto anche nella Media Valle del Serchio, solo per fare esempi di situazioni maggiormente note. Altri ancora sono previsti in arrivo concentrandoci sulla Garfagnana, perchè segnalati in territori limitrofi come la Lunigiana.Tra i più temuti c’è la vespa velutina, anche conosciuto come calabrone asiatico, devastante predatore di api e di altri insetti impollinatori che crea una grande minaccia per l’apicoltura e l’economia del settore».

Da questa disamina arriva un appello diretto ai cittadini per attivare segnalazioni in merito all’avvistamento di insetti strani e sconosciuti, indicazioni che potrebbero rivelarsi fondamentali per il controllo territoriale. «Gli Enti preposti - conclude Ivo Poli - sono l’Asl di Lucca, Osservatorio Patologie e trasmissione Vettoriale, il Servizio Fitosanitario Regione e Crea di Firenze».

Fiorella Corti