La chiave nella porta, la macchina del caffè che riparte, i clienti che tornano. Sin dal primo mattino. Quella di venerdì scorso non è stata una giornata qualunque per il Caffè Monica (noto come il Barino di Giò) di corso Garibaldi, per i suoi dipendenti e soprattutto per il suo proprietario Giovanni Martini. Dopo oltre 15 giorni dal blitz della Polizia Municipale che su ordine della Procura aveva apposto i sigilli al...

La chiave nella porta, la macchina del caffè che riparte, i clienti che tornano. Sin dal primo mattino. Quella di venerdì scorso non è stata una giornata qualunque per il Caffè Monica (noto come il Barino di Giò) di corso Garibaldi, per i suoi dipendenti e soprattutto per il suo proprietario Giovanni Martini.

Dopo oltre 15 giorni dal blitz della Polizia Municipale che su ordine della Procura aveva apposto i sigilli al locale per disturbo della quiete pubblica e dopo il ricorso vinto dall’imprenditore davanti al Tribunale del riesame che ha rimosso il provvedimento, il noto locale ha potuto riaprire i battenti sino alle ore 24. E molti degli storici clienti si sono subito riaffacciati ai tavoli posti tra corso Garibaldi e via Veneto.

Per Martini una grande soddisfazione, culminata con la consegna in serata dei proventi della raccolta fondi lanciata da alcuni dei più affezionati clienti per il pagamento delle spese legali, solo offuscata dal momento generale che pare promettere nuove chiusure sanitarie, sofferenze e tanta incertezza.

"Ho avuto davvero tanti lucchesi al fianco – spiega Martini – anche persone che non mi sarei immaginato. I lucchesi, si sa, sono particolari, non lo dico in un senso negativo, lo sottolineo perché i lucchesi non regalano nulla, ma se ti danno qualcosa, vuol dire che te lo meriti. E’ la soddisfazione più grossa, unita all’emozione di ricevere anche un contributo materiale: mi hanno davvero commosso quando mi hanno consegnato un biglietto con su scritto l’importo raccolto. Se rifarei quanto ho fatto? Credo che la sentenza chiarisca cosa sia successo, con il senno di poi starei più attento a certe sfumature".

Il denaro verrà materialmente donato tra qualche giorno, dopo che la procedura con la piattaforma di raccolta fondi si sarà completata. Commozione, ma anche la consapevolezza del momento difficile.

"Le incertezze sono davvero tante – aggiunge – questa riapertura non posso godermela appieno pensando al fatto che stiamo tornando a rivivere gli incubi di mesi fa, con il numero dei malati che è tornato a crescere e con una situazione ancora una volta difficilissima".

Fabrizio Vincenti