REDAZIONE LUCCA

I sentieri di collina e le biblioteche come radici della storia

Il Giungla Festival a Lucca affronta la minaccia di sradicamento delle radici culturali e storiche, con focus su sentieri antichi, biblioteche e tradizioni botaniche. Eventi in programma fino al 17 novembre.

Il Giungla Festival a Lucca affronta la minaccia di sradicamento delle radici culturali e storiche, con focus su sentieri antichi, biblioteche e tradizioni botaniche. Eventi in programma fino al 17 novembre.

Il Giungla Festival a Lucca affronta la minaccia di sradicamento delle radici culturali e storiche, con focus su sentieri antichi, biblioteche e tradizioni botaniche. Eventi in programma fino al 17 novembre.

Cosa hanno in comune gli antichi sentieri delle colline di Camaiore, le biblioteche che racchiudono manoscritti e libri e le donne che hanno studiato botanica tra Settecento e Novecento? Apparentemente non molto, ma in realtà sono tutti esempi di “radici” culturali e storiche che hanno affrontato (o si teme debbano presto affrontare) uno sradicamento, con la relativa perdita di conoscenze, tradizioni e storia della civiltà. E sono gli argomenti della seconda giornata di Giungla Festival, (www.giunglafest.it), in programma a Lucca fino al 17 novembre.

Oggi alle 14.30 alla Casermetta San Regolo, Edoardo Cresci (architetto e docente di Progettazione architettonica e urbana all’Università degli Studi di Firenze), propone il laboratorio La via dei borghi, dedicato alla secolare rete di sentieri che lega le frazioni montane del comune di Camaiore. Percorsi un tempo vitali, costellati da tracce dell’uomo e della sua storia, che temono oggi l’atrofizzazione e la perdita di memoria. Oggetto della riflessione sono gli antichi percorsi pedonali, ci si chiede ‘cosa’ e ‘come’ fare o non fare, oggi, per mantenere queste “radici” identitarie.

Alle 17.30 alla Biblioteca Statale si parlerà di biblioteche e del loro ruolo nell’era dell’AI. Lo farà Guido Segni, new media artist, docente all’Accademia di Belle arti di Carrara, con il laboratorio Fonti Sintetiche, scaturito da un progetto curato in collaborazione con Giungla e la Biblioteca Statale di Lucca, che indaga la complessa relazione tra storia e finzione nell’era dell’intelligenza artificiale.

Alle 21 all’auditorium di San Micheletto l’artista Lucia Veronesi presenterà La desinenza estinta, il suo progetto dedicato alla cancellazione culturale. Si parte da uno studio sulle lingue indigene e sulla perdita delle conoscenze medicinali.