Giorno del Ricordo, gli appuntamenti a Porcari: "Fare memoria è una responsabilità collettiva"

Porcari celebra il "Giorno del ricordo" con un incontro pubblico e la proiezione di un documentario sulla vicenda degli esuli istriani, fiumani e dalmati a Lucca. L'iniziativa fa parte dell'impegno del Comune nel promuovere la conoscenza della storia e la memoria collettiva.

Giorno del Ricordo, gli appuntamenti a Porcari: "Fare memoria è una responsabilità collettiva"
Giorno del Ricordo, gli appuntamenti a Porcari: "Fare memoria è una responsabilità collettiva"

Porcari celebra il "Giorno del ricordo" in memoria degli italiani uccisi nelle foibe e di quelli costretti all’esodo giuliano-dalmata dal dittatore Tito nel secondo dopoguerra, e lo fa venerdì 9 febbraio, alle ore 21, con un incontro pubblico, ad ingresso libero, con lo studioso Jonathan Pieri, dell’Isrec che introdurrà al pubblico dell’auditorium Vincenzo Da Massa Carrara la proiezione del documentario “Gli esuli istriani, fiumani e dalmati a Lucca“. Un video del 2013, sulla vicenda storica e umana dei 1200 profughi, che arrivarono a Lucca e che furono sistemati nel Real Collegio, ormai 77 anni fa. Prosegue così la collaborazione tra il Comune di Porcari e l’Istituto storico della resistenza e dell’età contemporanea di Lucca, già realizzato in occasione delle celebrazioni del Giorno della memoria, che vede il 14 febbraio il professor Pieri parlare di nuovo agli studenti della media Pea.

"La storia del Novecento è densa di avvenimenti dolorosi – sottolinea Eleonora Lamandini (in foto), assessora alla cultura e alle politiche formative del Comune di Porcari - e di vicende da conoscere e capire. Un impegno che a Porcari abbiamo preso con la massima serietà e che portiamo avanti sia nelle scuole, con un linguaggio adatto ai più giovani, sia ritagliando momenti di approfondimento per i cittadini e le cittadine in età adulta".

"Fare memoria è una responsabilità collettiva e questi sono anni cruciali: a poco a poco la generazione che ha vissuto direttamente la Seconda guerra mondiale sta lasciando il testimone a chi è venuto dopo. Averne cura è coltivare consapevolezza, è chiedersi perché e insegnare alle nuove generazioni a farsi domande sul passato e sul presente".