False assunzioni per evadere. Denunciati in venti

Le indagini della Guardia di Finanza hanno evidenziato un complicato sistema di somministrazione illecita di manodopera per oltre 2.5 milioni.

False assunzioni per evadere. Denunciati in venti
False assunzioni per evadere. Denunciati in venti

Un articolato e complicato sistema di false assunzioni con l’obiettivo della frode al fisco, finalizzata all’evasione dei contributi previdenziali ed assistenziali, archietatto da parte di due cooperative che lavoravano nel mondo delle pulizie, con lavoratori assunti solo formalmente. Una complessa indagine da parte della Guardia di Finanza, che su disposizione del G.I.P. del Tribunale di Lucca, ha dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misura cautelare interdittiva dall’esercizio di qualsiasi carica societaria, per 1 anno, nei confronti di due coniugi amministratori di un gruppo (di fatto) di imprese, e a un decreto di sequestro preventivo di oltre 2.500.000 euro nei confronti di quattro persone fisiche e quattro imprese - due società cooperative e due società commerciali - operanti nella piana di Lucca.

Le indagini, iniziate durante il 2021, hanno fatto venire a galla anche l’insidioso fenomeno della somministrazione illecita di manodopera realizzato dalle due cooperative in favore di tre imprese esterne al gruppo con il coinvolgimento, nel corso di 5 anni, di una cinquantina di lavoratori.

La frode veniva portata avanti attraverso l’emissione di fatture false tra imprese del gruppo e imprese terze, che avevano come giustificazione contratti di appalto di servizi che, in realtà, celavano il distacco di manodopera. Inoltre, è stata riscontrata una “Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche in riferimento all’illecita percezione del fondo d’integrazione salariale per covid-19 ottenuto dai dipendenti posti in cassa integrazione senza le ragioni che ne avrebbero giustificato la percezione dall’Inps (ossia, l’effettiva diminuzione del fatturato).

Le indagini delle forze dell’ordine, con le perquisizioni nelle sedi delle aziende hanno fatto rinvenire anche 165mila euro in contanti, nascosti in due cassaforte occultate. L’autorità giudiziara ha disposto per 11 persone fisiche e 9 persone giuridiche la denuncia per i reati di “Truffa commessa a danno dello Stato”, “Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche”, “Sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte”, “Tentata estorsione”, “Violenza privata” e “Violazione della libertà e dignità del lavoratore”. L’autorità Giudiziaria, inoltre, ha comunicato i consistenti debiti erariali e contributivi delle aziende appartenenti al gruppo in questione, ammontanti complessivamente a oltre 3,3 milioni di

euro.

ia.na.