Lucca, in pensione il dottor Marcucci: un grande impegno per il prossimo

Dalla donazione di organi alla lotta alla discriminazione dei pazienti Hiv, dal volontariato nella Misericordia al servizio nella chiesa dell’ospedale: sempre in prima linea

Nel riquadro il dottor Marcucci
Nel riquadro il dottor Marcucci

Lucca, 30 dicembre 2023 – Sarà in pensione dal 1° gennaio 2024 Moreno Marcucci, medico della direzione sanitaria dell'ospedale di Lucca e responsabile della struttura Igiene dei presidi ospedalieri della Asl Toscana nord ovest.

"La direzione aziendale e la direzione di presidio di Lucca – si legge in una nota dell’Asl – lo ringraziano per aver lavorato per tanti anni al servizio della comunità lucchese con competenza, passione e umanità. Al dottor Marcucci vanno anche la gratitudine e l’affettuoso saluto di tutte le colleghe e i colleghi”.

Specialista in Otorinolaringoiatria, dopo alcuni anni come libero professionista, nell'aprile 1993 è entrato nell’allora USL 6 di Lucca, nell’unità operativa Igiene delle strutture sanitarie, poi denominata Direzione sanitaria, rendendosi disponibile fin dall’inizio per facilitare il lavoro dei colleghi e cercare soluzioni ai problemi.

Fra il 1996 e il 2001 si è dedicato alla donazione di organi grazie ai contatti con il mondo sanitario spagnolo che gli hanno consentito di conoscere e approfondire il modello di donazione di organi più efficace al mondo, basato sulla presenza dei coordinatori. Grazie ai risultati ottenuti a Lucca, nel 1997 è stato nominato membro della commissione regionale per la donazione di organi insieme ai collegi Luca Bianciardi e Sergio Ardis. A partire da quell’anno in Toscana sono stati istituiti i coordinatori della donazione di organi, prima medici e poi infermieristici, e la Regione in due anni è diventata la prima in Italia in tale ambito. Ha quindi collaborato con noti professionisti spagnoli come Josefina Ripoll Espiau, Puri Gomez Marinero e Blanca Miranda, e con altri legati ai trapianti in Italia, tra cui Franco Mosca, Vincenzo Passarelli e Remigio Verlato.

In quegli anni ha dunque diretto i corsi di formazione che hanno portato in Toscana il modello spagnolo, i cui risultati sono ancora oggi evidenti e consentono a tanti pazienti di ricevere un organo salvavita o ricevere un organo o un tessuto che restituiscono una migliore qualità e maggiore aspettativa di vita.

La presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Emodializzati Franca Pellini lo ha coinvolto per tre volte come medico della Nazionale Italiana Trapiantati di Organo (a Kobe in Giappone, a Nancy in Francia e a London in Canada) e in queste occasioni Marcucci ha prodotto anche tre video documentari, uno dei quali, dal titolo “Campioni del mondo”, è stato premiato a Milano.

Il dottor Marcucci ha inoltre spesso collaborato a progetti di promozione della salute, soprattutto quelli legati alla prevenzione dell'infezione da HIV e alla lotta alla discriminazione delle persone HIV Positive, curando tra l’altro a Lucca la mostra "Stop AIDS. Manifesti dal mondo" e partecipando attivamente al progetto di prevenzione della discriminazione in ambito sanitario che ha portato nel 2005 al corso "Positivo scomodo”, con relativo manuale realizzato insieme al collega Sergio Ardis, e ai cortometraggi “Positivo scomodo” e “C’è ancora bisogno del lupo”, prodotti dalla Regione Toscana e per i quali è stato consulente scientifico.

Dal 2001 si occupa di comunicazione tra sanitario e paziente e per questo ha partecipato come docente a centinaia di corsi aziendali per formare i sanitari su queste delicate competenze. Le sue conoscenze in materia hanno portato a varie pubblicazioni (alcuni suoi libri sono “Comunicare bene per curare meglio” del 2005, “La comunicazione sanitario-paziente” del 2013, “Sulla carne umana” del 2015, “Insegnanti smarriti” del 2016).

Impegnato anche nel mondo del volontariato, ha fatto parte a lungo - prima come confratello, poi come componente del comitato direttivo e presidente - della Confraternita di Misericordia di Marlia. Oggi continua a servire il prossimo nella parrocchia dell’ospedale “San Luca” di Lucca. Dunque, per lui un lungo impegno nella sanità pubblica e nel sociale, al servizio dei cittadini e dei colleghi.