REDAZIONE LUCCA

Debacle centrodestra. E’ l’ora della resa dei conti. E in FdI prime dimissioni

Paolo Ricci, coordinatore capannorese di Fratelli d’Italia, lascia "Credo che ci siano stati errori e allora, quando si sbaglia è giusto farsi da parte".

Debacle centrodestra. E’ l’ora della resa dei conti. E in FdI prime dimissioni

Il primo atto conseguente al pesantissimo ko del centrodestra a Capannori è già arrivato. Si è dimesso Paolo Ricci, coordinatore comunale del direttivo capannorese di Fratelli d’Italia. "Abbiamo sostenuto Rontani con tutte le nostre forze - dichiara Ricci - , ma credo che ci siano stati errori e allora, quando si sbaglia è giusto farsi da parte, non vivo di politica e ho deciso di lasciare. Ho già informato i coordinatori provinciali e regionali. Vedo altri nostri esponenti con un certo mal di pancia che non capisco".

Un gesto che gli fa onore. Ma il centrodestra capannorese si dovrà interrogare su molti fattori che hanno condotto all’ennesima Waterloo. Sì, perché nel 2019, con quattro candidati, non andò tanto diversamente. Rontani adesso, alla guida di una coalizione costituita dalla sua civica e dal triangolo Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega forse ha pagato l’affluenza bassa.

Come cinque anni fa, dunque, nessuna spinta dalle Europee. Un centrodestra, è bene ricordarlo, che non governa nel Municipio di piazza Moro dal 1999. In un quarto di secolo è mancato il ricambio generazionale, di protagonisti politici nemmeno l’ombra. Senza nulla togliere a Rontani, che in questa campagna è come se avesse avuto in mano un canotto per sfidare una corazzata, quella della macchina organizzativa del centrosinistra.

La Lega si è messa di traverso sul nome di Rontani per settimane, come si ricorderà, ma Fratelli d’Italia ha insistito. Petrini, candidato fino al 5 marzo, si è eclissato per vari motivi. In mezzo a tutto ciò una ridda infinita di incontri (riunione del locale, del provinciale, del regionale).

Gli elettori di centrodestra capannorese non hanno gradito questi tentennamenti, come ha dichiarato Rontani il quale, va sottolineato, è stato presentato ufficialmente soltanto il 26 aprile, a soli 44 giorni dal voto. Ma tutto sommato forse non è stato nemmeno questa la ragione principale della disfatta elettorale. Una campagna piuttosto povera di contenuti. Uno stallo totale. Era stata trovata la soluzione che avrebbe accontentato tutti. Quella di Elisabetta Triggiani, Fratelli d’Italia, il primo partito a livello nazionale e locale, quello che aveva scelto Petrini, anche lui FdI.

Ma dopo poche ore arrivò il comunicato ufficiale sulla convergenza su Rontani. Un candidato civico, con i partiti che, così, formalmente hanno evitato la brutta figura diretta. La lingua batte dove il dente duole. All’indomani della sconfitta così netta, c’è necessità di riflettere.

Occorrerà ad esempio interrogarsi sul motivo per cui – al di là dell’astensione – mentre alle Europee il centrodestra abbia registrato un grande risultato, ci sia poi chi, all’interno della stessa votazione, abbia cambiato radicalmente idea in merito a candidato sindaco e Consiglio comunale di Capannori votando invece il centrosinistra. Se almeno una fetta di quei voti che buona parte degli elettori hanno dato al centrodestra alle Europee fosse stato confermato alla stessa coalizione anche alla Comunali oggi forse parleremmo di un ballottaggio. Che invece non ci sarà.

Massimo Stefanini