REDAZIONE LUCCA

Aumento tassa di soggiorno a Lucca: scontro tra Comune e Federalberghi

Federalberghi contesta l'aumento della tassa di soggiorno a Lucca, chiedendo incontri regolari per discutere gli investimenti.

Gli albergatori vogliono sapere come vengono usati i soldi della tassa di soggiorno

Gli albergatori vogliono sapere come vengono usati i soldi della tassa di soggiorno

"Abbiamo appreso a mezzo stampa come gli annunciati aumenti da parte del Comune siano diventati ufficiali, dopo essere stati illustrati in sede di commissione Bilancio e Sviluppo economico del territorio. Da parte nostra non possiamo che rinnovare la nostra contrarietà a questa decisione": sulla questione dell’aumento della tassa di soggiorno a Lucca, si profila uno scontro tra il Comune e Federalberghi di Confcommercio che interviene nella vicenda con il suo presidente Pietro Bonino.

Come si ricorderà, il Comune è intenzionato, visti gli investimenti prodotti nel comparto turistico e culturale, a ritoccare di un euro, solo però nei periodi di alta stagione, la tariffa della tassa di soggiorno che attualmente va da 2,50 e 4 euro giornalieri a seconda della tipologia di alloggio. Un aumento che, unito a quello per i bus turistici che dovrebbero salire da 130 a 180 euro, potrebbe portare nelle casse comunali almeno 500mila euro in più.

Federalberghi, però, che ha avuto nei giorni scorsi un incontro con alcuni assessori comunali (Bruni, Santini e Pisano), ribadisce la sua contrarietà, ricordando all’amministrazione proprio gli impegni presi lo scorso 11 dicembre durante il confronto a Palazzo Orsetti con gli operatori del comparto turistico ricettivo in materia di nuove licenze per il servizio taxi, nuovi bagni pubblici e cartellonistica, problemi ancora alla ricerca di una definitiva soluzione e che si protraggono ormai da molti anni.

"Questa mattina – aggiunge Bonino – abbiamo protocollato una lettera all’attenzione dell’assessore al turismo Remo Santini, avanzando una serie di proposte sia a corto che a lungo raggio, e soprattutto chiedendo con forza un’agenda di incontri bimestrali con i quali poter programmare gli interventi sostenuti dalla tassa di soggiorno e verificarne lo stato di avanzamento".

Tra le questioni aperte, da un lato la convinzione che gli investimenti abbiano prodotto maggior afflusso turistico ma non in particolare a beneficio degli albergatori, dall’altro il nodo mai sciolto negli ultimi dieci anni, ovvero la destinazione dei proventi della tassa a favore di interventi ritenuti direttamente collegabili con il comparto turistico.

F.Vin.