L'avvocato Ezio Bonanni, presidente dell'Ona
L'avvocato Ezio Bonanni, presidente dell'Ona

Livorno, 31 gennaio 2017 - «La battaglia è prima di tutto culturale e poi è sociale: solo con il diretto impegno nei territori, nei luoghi di lavoro, fabbriche, uffici pubblici, etc., e nelle aule dei Tribunali, si può affrontare e sconfiggere il killer amianto». Una requisitoria in piena regola quella che domenica mattina l’avvocato Ezio Bonanni, dell’Osservatorio Nazionale Amianto, ha tenuto a Rosignano, davanti a decine di parenti di persone decedute per colpa di questo micidiale veleno. Un killer, lo chiama l’avvocato, perché uccide e continua a farlo. E i suoi complici sono il «silenzio e l’inerzia di tutte le forze politiche». «Sono previste iniziative non violente di protesta - ha sottolineato Bonanni - che deve esprimersi prima di tutto nell’urna con un licenziamento dei politici incapaci che per questo debbono essere non rieletti. Va affermato il concetto del licenziamento politico per giusta causa. Inammissibile che un lavoratore debba morire per l’amianto presente e i politici incapaci non possano essere licenziati se non fanno il loro dovere, se tradiscono il mandato dei cittadini che peraltro li retribuiscono con stipendi che sfiorano i 20.000 euro e che spesso corrispondono allo stipendio di 20/30 operai, se non di 40/50 lavoratori con i voucher».

Bonanni ha dato conto delle ultime modifiche legislative: il pensionamento anticipato dei lavoratori vittime dell’amianto (https://www.facebook.com/ezio.bonanni.5/videos/1406993902665001/), ringraziando il Governo per avere sostenuto la richiesta dell’Ona di permettere l’immediato pensionamento dei lavoratori riconosciuti vittime di patologie asbesto correlate. A Rosignano, a Piombino, a Livorno perfino all’Elba di amianto si continua a morire. «A Rosignano continuiamo a rilevare nuovi casi di asbestosi, di tumori polmonari e mesoteliomi ma il sindaco di questo comune non si è mai pronunciato sui dati allarmanti diffusi dall’Ona ed elaborati dal professor Marabotti – ha detto Bonanni – abbiamo casi di decessi, riconoscimenti Inail che accertano l’origine professionale delle patologie, non ci sono invece procedimenti penali che possano accertare se ci sia stata responsabilità penale su casi sui quali abbiamo presentato denunce».

Bonanni chiede al sindaco di Rosignano di istituire una sorveglianza sanitaria per la diagnosi precoce e per verificare il tasso di incidenza del numero dei tumori e delle malattie degenerative e il tasso di mortalità. «Invierò una lettera al sindaco con le nostre richieste, in caso di mancato riscontro inizieremo una protesta non violenta». L’Ona denuncia da tempo il picco di mortalità tre volte superiore alla media nazionale, registrato nell’area di Livorno: 152 casi di mesotelioma, il tumore per eccellenza dell’amianto killer, su 156mila abitanti in quindici anni, dal 1993 al 2008. La zona di Livorno è la ventisettesima città in Italia per numero di malati e di morti da amianto. Sei casi ogni 100mila abitanti contro una media nazionale di 2 casi ogni 100mila abitanti. I dati sono quelli ufficiali pubblicati sui Quaderni della Salute del Ministero nel 2012. Ancora più che inquietante la situazione nella zona di Rosignano: 25 i casi riscontrati di mesotelioma dal 1993 al 2008 su una popolazione di circa 30mila abitanti. Anche in questo caso la media è molto più alta di quella nazionale e di quella regionale, con 5 casi ogni 100mila abitanti. A questi numeri si aggiungono quelli di Piombino, tra i primi posti nella classifica nazionale per numero di mesoteliomi.