Vlad, ovvero l’antieroe. Un album e un libro firmati “Magia nera”

In ’L’innocenza di Dracula – Apologia di un Vampiro’ il mito viene riscritto ed è un monumento alla musica: prog in primo piano, ma non soltanto .

Vlad, ovvero l’antieroe. Un album e un libro firmati “Magia nera”

Vlad, ovvero l’antieroe. Un album e un libro firmati “Magia nera”

"In tutti noi c’è un po’ di Jeckyll e un po’ Hyde. In lui, invece, c’è soltanto Hyde: diventa un mostro, perde la sua natura umana". Un antieroe celebrato dalle arti più disparate, che torna al centro di due opere, fra musica e letteratura. È lui il fulcro del nuovo lavoro dei Magia Nera, gruppo che affonda le sue radici fra La Spezia e la Lunigiana: "Vlad" (Magia Nera Production), un nuovo concept album, come ormai nella tradizione di questa band che mescola prog, gotico e rock, nato insieme al libro firmato dal suo leader, Bruno Cencetti: "L’innocenza di Dracula – Apologia di un Vampiro". Un doppio cammino fra le arti ammantato di atmosfere cupe, dolore, vicende umane e sovrannaturali, storia e storie, odio, amore e sovrannaturale, ma anche riscatto e riproposizione di una tragica figura che con la sua unicità, la sua forza e la leggenda che l’ammanta. Una proposta impreziosita dall’impatto della copertina di Simone De Lucia, che mette su carta il vampiro più famoso della storia, ispirato dal voivoda Vlad III di Valacchia, realmente esistito.

"L’album e il libro sono nati in parallelo – spiega Cencetti, autore di musiche e testi, che ha interpretato il disco insieme ad Alfredo Peghini, Luca Tommasi ed Alvaro Lazzini: mentre scrivevo le parole delle canzoni, vedevo le scene con la mente. In pratica, il libro era già nella mia testa e l’ho solo sviluppato. Il volume e l’Lp si completano e si compenetrano, in un mix artistico godibile e innovativo". Un nuovo cammino per la storica band, nata a Sarzana nel 1967 sui banchi di scuola, scioltasi nel 1972 e ricostituitasi nel 2016: si tratta del terzo lavoro di questo nuovo corso, dopo "L’ultima danza di Ophelie" e " Montecristo", con una carrellata di otto brani che vanno da "La protogenesi" a "Freddo sacello", il nascondiglio di Vlad, fino al culmine della storia: "Frassino nel cuore" e "Atto finale".

In attesa di tornare a calcare i palchi con questa storia fatta di un caleidoscopio di note e parole ad alta suggestione. "Il suo è un supplizio di Tantalo – spiega Cencetti – perché lui, partorito e tirato su da una madre dolcissima, che lo ha nutrito con il proprio sangue poiché non aveva niente con cui sfamarlo a causa degli assalti dei turchi e della morte del marito, cerca la donna in ognuna delle sue vittime, che però puntualmente perde dopo averle dissanguate. Una maledizione figlia di una dipendenza che non è, però, colpa sua, ma figlia della sua storia. Un amore che si trasforma in tragedia". Il mito viene riscritto ed è un monumento alla musica: prog in primo piano, ma non soltanto, perché le ispirazioni e gli spunti sono tanti e tutti maneggiati con maestria dai Magia Nera, che ancora una volta restano fedeli alla propria vocazione e firmano un lavoro coerente e avvincente.

Chiara Tenca