Vende alcol ai minorenni. E trasgredisce l’ordinanza di sospensione dell’attività

Pizzicato con le serrande alzate nonostante il provvedimento di chiusura. Nel mirino un bar di via Gioberti: adesso sarà chiesa la revoca della licenza.

Vende alcol ai minorenni. E trasgredisce l’ordinanza di sospensione dell’attività

Agenti di polizia municipale appendono un cartello che informa della temporanea sospensione dell’attività (archivio)

Una piaga. Un fenomeno sociale, prima ancora che un problema di ordine pubblico e sicurezza. Le statistiche parlano chiaro: alla Spezia, come nel resto del nostro Paese, di anno in anno si abbassa l’età del primo consumo di alcol. E i ragazzi, spesso giovanissimi, che si avvicinano alla bottiglia sono sempre più numerosi. Le conseguenze sono drammatiche. Innanzitutto sul piano emotivo e delle relazioni, e sul percorso di crescita – in alcuni casi deviato verso orizzonti di perdita della propria autonomia e dei propri talenti –. Poi ovviamente ci sono anche profili di sicurezza e di rispetto delle norme di convivenza. A nessuno fa piacere scendere sotto casa la domenica mattina e passeggiare su un tappeto di vetri rotti o tra i resti dei bagordi che hanno impegnato, durante la notte, gruppetti di adolescenti senza inibizione. Per questo negli ultimi tempi la polizia municipale della Spezia ha intensificato i controlli, spesso muovendosi su specifiche segnalazioni dei residenti. E durante una di queste perlustrazioni nelle scorse settimane era stato assunto un provvedimento di chiusura temporanea nei confronti dei titolari di un noto locale di via Gioberti, il bar Stelle, pizzicati a vendere sostanze alcoliche a un ragazzo minorenne. La misura era arrivata a conclusione del solito iter previsto per i casi in cui si procede con ordinanza di sospensione dell’attività, quindi con relativo passaggio al Suap, lo sportello unico per le attività produttive. Morale della favola, il bar avrebbe dovuto rispettare i canonici tre giorni di serrata, dal 22 al 24 dicembre. Ma così non è stato. Durante un controllo disposto dal comando di polizia municipale, nella serata di venerdì è stato appurato che il locale era regolamente funzionante. Non solo, il registratore di cassa era operativo con data non aggiornata, probabilmente per eludere eventuali verifiche sui paletti dell’ordinanza. Va da sé che la posizione dei titolari si è aggravata. Nei prossimi giorni dalla municipale partirà la richiesta di revoca della licenza, ai sensi dell’articolo 10 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Una goccia nel mare, certo, ma la responsabilità, individuale e collettiva, è fatta anche di questo. Ben vengano azioni politiche finalizzate a migliorare luoghi e circostanze utili all’aggregazione giovanile. Ma non bisogna derogare alla coerenza. E la coerenza chiede prima di tutto il rispetto delle regole.