Un museo dedicato alla castagna. Sorgerà nel borgo di Carro e sarà inaugurato in primavera

Il progetto è stato anticipato durante l’incontro mensile dell’Accademia della cucina a Varese. Un’iniziativa promossa dall’associazione che fa capo a Canessa. "La struttura sarà diffusa".

Un museo dedicato alla castagna. Sorgerà nel borgo di Carro e sarà inaugurato in primavera
Un museo dedicato alla castagna. Sorgerà nel borgo di Carro e sarà inaugurato in primavera

La castagna, con la sua antica filiera, dalla raccolta all’essiccazione fino alla produzione della farina – oggi diventata una sorta di costoso must gastronomico a causa della scarsità della produzione locale – avrà un museo in Val di Vara. L’anticipazione è venuta nel corso dell’incontro mensile dell’Accademia italiana della cucina svoltosi al ristorante Amici di Varese Ligure, dedicato proprio alla regina del bosco e ai suoi apprezzatissimi derivati. Il museo, frutto dell’iniziativa dell’Associazione castanicoltori del levante ligure e del suo presidente Maurizio Canessa, sorgerà a Carro e sarà inaugurato la prossima primavera. Un’iniziativa che punta alla salvaguardia di un’antichissima specialità colturale locale, oggi diventata produzione quasi di nicchia ma preziosa fonte di sostentamento per le popolazioni della montagna almeno fino al secondo dopoguerra. Il museo sarà in realtà – come spiega Canessa – una struttura ’diffusa’, costituita da un castagneto e un antico mulino che sorge a circa 800 metri di distanza, lungo un percorso dove si potranno riscoprire le tradizionali tecniche di lavorazione in tutte le varie fasi, dall’essiccazione alla battitura. Un progetto in cui il presidente dei castanicoltori e la moglie Silvia Bonfiglio, titolare dell’omonima azienda agricola di Carro, credono fortemente come contributo alla salvaguardia di specificità produttive profondamente radicate nel territorio. Tempi non facili, in effetti, per la castagna, con una produzione drasticamente ridotta a causa del progressivo abbandono dei boschi e della malattia dei castagni decimati dal cosiddetto male dell’inchiostro, causato dall’azione di due oomiceti, Phytophthora cambivora e Phytophthora cinnamomi, di cui il secondo molto più pericoloso in quanto capace di attaccare non solo il castagno ma anche centinaia di altre specie vegetali.

Oggi la malattia aggredisce le ceppaie, un pericolo incombente contro cui l’Associazione dei castanicoltori sta conducendo la sua battaglia per garantire la conservazione di un patrimonio che rischia l’estinzione, tutelando soprattutto i piccoli produttori, minacciati anche dalla sempre più massiccia importazione di castagne dall’estero, Turchia e Spagna in primo luogo. Temi riecheggiati nel corso dell’incontro conviviale – ovviamente un omaggio alla castagna in tutte le sue gustose declinazioni alimentari – dopo l’introduzione della delegata Aic Marinella Curre Caporuscio, cui è seguita l’illustrazione dei piatti serviti da parte dei titolare degli Amici Marco Marcone, che gestisce ristorante e albergo assieme alla sorella Michela. Aspetto su cui si è soffermato anche il direttore del centro studi ligure dell’Accademia italiana della cucina Egidio Banti, mentre il consigliere comunale di Varese Marco Sabini ha portato ai convenuti i saluti del sindaco Gian Carlo Lucchetti. Una storia secolare, quella del locale, fondato come locanda (chiamata all’epoca Insegna della bottiglia) dal capostipite Michele Marcone nel 1760 e diventato negli anni fedele custode delle tradizioni gastronomiche del territorio. Un ruolo che Aic ha riconosciuto agli Amici con la consegna del prezioso ’Piatto d’argento’ dell’Accademia, assieme ad una splendida foto aerea del borgo di Varese scattata dall’elicottero da Federigo Salvadori.

Franco Antola