Trittico di morte e mistero. Lo spezzino Pelagotti scrive... a sangue freddo

Il volume, pubblicato da Leone Editore, prende le mosse da tre omicidi "La cronaca ci porta a domandarci se sia più folle la realtà o la finzione".

Trittico di morte e mistero. Lo spezzino Pelagotti scrive... a sangue freddo
Trittico di morte e mistero. Lo spezzino Pelagotti scrive... a sangue freddo

Il cadavere di un uomo nella sua vasca da bagno, con accanto una rosa, ritrovato a Milano, un corpo esanime avvistato su uno scoglio in prossimità di Porto Venere, un imprenditore apparentemente suicida a Roma. Un ‘Trittico di morte’, come il titolo del nuovo avvincente romanzo dello spezzino Corrado Pelagotti, recentemente pubblicato da Leone Editore. Ben presto, riga dopo riga, si intuisce il legame che accomuna i tre casi, veri e propri omicidi a sangue freddo: ma chi è il serial killer che continua a seminare morte? E perché? Manager in importanti società di brokeraggio assicurativo.

Esperienze, personaggi, episodi, qualcosa è finito nei suoi testi?

"Nel mio secondo romanzo, ‘Travolti da un insolito delitto, parlo proprio di quel mondo, dei personaggi che lo popolano, dei loro vizi e virtù. Una grossa azienda, infatti, è paragonabile a uno spaccato di mondo, un microcosmo, dove i rapporti di forza fra colleghi e gerarchie sono terreno fertile per rappresentare tutte le debolezze e meschinità umane e per ambientare un noir. Uno sguardo disilluso e spietato sulle grettezze che lo circondano, senza tralasciare il lato ironico e caustico che ha caratterizzato questo libro".

Qual è il momento migliore per scrivere?

"Ci sono molte teorie. Una delle più accreditate è quella di darsi una disciplina e scrivere un po’ tutti i giorni, con metodo. Per quanto mi riguarda, invece, seguo l’ispirazione. Quando c’è, posso andare avanti per ore, sabati e domeniche comprese".

L’ispirazione da dove arriva?

"Segue un percorso tutto suo e non bisogna mai darla per scontata. Sovente appare, come una folgorazione, ma la maggior parte delle volte bisogna coltivarla, elaborare embrioni di idee, provare a vedere dove ti portano, se necessario tornare indietro, cambiare qualcosa. Non tutti i progetti vanno in porto e allora bisogna avere il coraggio di arrendersi e ricominciare. Spesso anche le notizie che leggiamo forniscono spunti interessanti, la cronaca ci porta in qualche caso a domandarci se sia più folle la realtà o la finzione".

Un grande lettore prima di essere uno scrittore?

"Leggo con continuità e non solo storie thriller o crime. Prediligo gli scrittori anglosassoni, perché li trovo diretti, attenti alla psicologia dei personaggi. Sono convinto che uno scrittore non abbia solo un dovere morale, ma pure la necessità professionale di leggere".

Dipingere oltre che scrivere fra i suoi hobby. Qualche mostra all’orizzonte?

"Credo che certi stati d’animo possano essere espressi meglio con un’immagine che non descrivendoli e, per dare tridimensionalità alle forme, ho sperimentato tecniche con materiali di riciclo. Al momento, però, non ho ancora dedicato il tempo necessario per valorizzare e approfondire questa mia ulteriore visione del subconscio e farla conoscere a un pubblico".