Rubavano le chiavi agli anziani per svaligiare le loro case: tre arrestati

Anche un denunciato, sono tutti di Cuneo. Le indagini e il risultato della squadra mobile spezzina. Il contributo delle vittime

Polizia
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La Spezia, 13 febbraio 2024 - Rubavano agli anziani le chiavi di casa per poi svaligiare le loro abitazioni: tre persone arrestate e una denunciata dalla polizia.

Dopo un’articolata attività di indagine effettuata dalla squadra mobile della Questura della Spezia, è stata sgominata una band di trasfertisti provenienti dal Piemonte, impegnata in furti in abitazione, realizzati dopo aver sottratto le chiavi di casa alle persone anziane prese di mira.

Cinque gli episodi ricostruiti dagli investigatori ed avvenuti alla Spezia: il primo nel mese di marzo 2023, l’ultimo a dicembre.

Il comune denominatore era sempre lo stesso: donne loquaci e ben vestite, apparentemente insospettabili, avvicinavano in strada le anziane vittime e, con la scusa di aiutarle in qualche incombenza della vita quotidiana o presentandosi come nuove vicine di casa, con abile gioco di squadra carpivano informazioni personali: cognome e indirizzo. Poi, creando situazioni favorevoli, si impossessavano delle chiavi di casa, passate subito dopo ai complici incaricati di svaligiare le abitazioni.

Quando le vittime rincasavano si accorgevano di non avere più le chiavi, che solitamente ritrovavano per terra nei pressi dell’abitazione ma, una volta aperta la porta, l’amara sorpresa: casa a soqquadro, soldi e preziosi rubati.

Dopo aver acquisito volta in volta le denunce delle vittime, le testimonianze di altre persone nonché le immagini delle telecamere di sicurezza pubbliche e private, i sospetti si sono concentrati sugli occupanti di un’autovettura bianca, che si aggirava sempre dove venivano consumati i furti.

Il primo episodio nel mese di marzo dello scorso anno quando una novantunenne, seduta su una panchina nel quartiere di Migliarina (ripresa in lontananza dalle telecamere di un distributore) è stata avvicinata da due donne che le sfilavano di tasca le chiavi, carpendo l’indirizzo. Nel rincasare l’anziana ha trovato vicino al portone le chiavi, che in un primo momento pensava di aver smarrito, ma subito dopo constatava di aver subito un furto di ingente valore nella propria abitazione.

Il secondo episodio lo stesso giorno, nello stesso quartiere e con modalità identiche: un’ottantenne che stava passeggiando è stata avvicinata da due donne (riprese dalle telecamere di un negozio) che, con la scusa di chiedere informazioni, trafugavano abilmente dalla borsa le chiavi di casa, subito dopo depredata dai complici.

Dopo un periodo di inattività sul territorio spezzino, il gruppo ha ricominciato ad agire in città a cadenza pressoché mensile.

Nel mese di ottobre, difatti, è stato consumato il terzo furto, a casa di una ottantatreenne avvicinata in centro città dalle solite donne mentre era intenta a gettare la spazzatura. Una delle due (ripresa da una telecamera) ha finto di aiutarla a buttare l'immondizia, approfittandone invece per sfilarle le chiavi dalla borsa. L’altra l'ha pedinata per sincerarsi non rincasasse prima che i complici, due uomini (ripresi dalle telecamere del palazzo), aprissero l’abitazione con le chiavi, svaligiandola.

Il quarto episodio a novembre, nel quartiere di Mazzetta, vittima una coppia di coniugi ottantenni avvicinati da una sedicente nuova vicina di casa (ripresa dalla telecamera di un negozio), riuscita ad impossessarsi del mazzo di chiavi custodito nel borsello dell’uomo. Poi, secondo l’ormai collaudato copione, i complici hanno svaligiato l’abitazione, aprendo con le chiavi anche la cassaforte dove erano custoditi denaro contante e preziosi.

Nel dicembre scorso l’ultimo episodio, il quinto: con la solita tecnica un’ottantenne è stata borseggiata nel quartiere di Mazzetta da una donna che, spalleggiata da un uomo, che le ha portato via il portafoglio contenente alcune migliaia di euro, senza tuttavia riuscire ad impossessarsi delle chiavi di casa.

Dopo la notizia dell’ultimo furto gli agenti della squadra mobile, che da tempo erano sulle tracce della batteria di ladri ed avevano già raccolto una serie di indizi nonché un numero parziale di targa, perlustrando il territorio sono riusciti finalmente a rintracciare l’auto sospetta, che è stata seguita.

A bordo due uomini ed una donna pregiudicati, identificati con l’ausilio di una pattuglia della polizia stradale in Val di Vara, mentre si allontanavano dalla città percorrendo la strada statale Aurelia. Sul mezzo è stata sequestrata una somma di denaro probabile provento del borseggio commesso prima in danno dell’ottantenne e trovati alcuni capi di abbigliamento indossati in occasione dei precedenti furti, ripresi dai filmati delle telecamere acquisite nel corso delle indagini.

Il paziente e certosino lavoro investigativo, partito grazie alle immagini dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati, proseguito con la raccolta delle testimonianze di vittime e testimoni, corroborate da individuazioni fotografiche, hanno permesso di raccogliere gravi indizi nei confronti di quattro individui: due donne e due uomini che sono stati denunciati.

Il procuratore capo della Repubblica al Tribunale della Spezia Antonio Patrono ed il sostituto Maria Pia Simonetti, che hanno coordinato le indagini, valutato il grave quadro indiziario e la necessità di impedire la reiterazione di analoghi reati, hanno richiesto l’applicazione della misura della custodia cautelare in carcere nei confronti di due donne ed un uomo, accolta dal gip Diana Brusacà.

Si tratta di una donna cinquantenne alla quale vengono contestati i cinque episodi delittuosi sopra descritti, del suo compagno cinquantatreenne al quale ne vengono contestati in concorso almeno due nonché una cinquantatreenne che dovrà risponderne di tre.

Il quarto complice, un giovane uomo non destinatario di misura cautelare, è stato denunciato in stato di libertà per un solo episodio delittuoso.

Le tre misure cautelari sono state eseguite nella giornata di ieri dalla squadra mobile spezzina, con la collaborazione di quella di Cuneo, dove vivono gli indagati, tutti cittadini italiani già gravati da numerosi precedenti specifici per reati contro il patrimonio.

Mentre la cinquantatreenne è stata rintracciata nella sua abitazione in provincia di Cuneo, la coppia di conviventi aveva appena lasciato la città piemontese, verosimilmente per effettuare una nuova 'trasferta'.

Le ricerche sono state pertanto estese sul territorio nazionale e la coppia rintracciata poco dopo in Cusano Milanino, dove una pattuglia dei carabinieri, in autonomia, aveva appena proceduto al controllo di un’autovettura sospetta con a bordo, guarda caso, proprio la coppia ricercata.

Quest’ultima è stata tratta in arresto da personale delle squadra mobili della Spezia e di Cuneo, con la fattiva collaborazione di quello della stazione carabinieri di Cusano Milanino.

Nel corso delle perquisizioni eseguite in provincia di Cuneo sono stati rinvenuti ulteriori elementi atti a corroborare il quadro probatorio ed in particolare diversi capi di abbigliamento indossati in occasione della commissione dei reati contestati.

Dopo l'attività esecutiva tutti gli indagati sono stati posti a disposizione dell’autorità giudiziaria spezzina: le donne nelle case circondariali di Torino e Milano San Vittore e l’uomo in quella di Monza.

La posizione degli indagati, ai quali viene contestato in concorso il reato di furto in abitazione, aggravato anche dal fatto di aver agito in almeno tre persone ed in pregiudizio di persone anziane caratterizzate da minorata difesa, è ora al vaglio del gip, per una puntuale analisi delle condotte e sfumature di responsabilità di ciascuno di loro.

Determinante, ai fini della buona riuscita dell’operazione, è stata la fattiva collaborazione delle vittime e dei cittadini che non hanno esitato a rivolgersi alle forze dell’ordine, fornendo informazioni che, opportunamente sviluppate durante la lunga e difficoltosa attività investigativa, si sono rivelate indispensabili per cristallizzare, nel tempo, una serie di convergenti elementi che hanno permesso di individuare, identificare e disarticolare la pericolosa batteria di trasfertisti.

Marco Magi