Un campo da golf biologico nella collina violentata dalle discariche. A Pitelli, ben presto potrebbe sorgere un campo da nove buche: è la strada tracciata dalla convenzione che il Comune della Spezia si accinge a firmare con la delegazione regionale della Federgolf guidata da Federico Solimena. L’approvazione del documento, che prevede una collaborazione annuale tra i due enti per la realizzazione del progetto di fattibilità, è prevista nella prossima riunione della giunta guidata da Pierluigi Peracchini, in programma domani mattina. Nei piani di Palazzo civico, il campo da golf dovrebbe...

Un campo da golf biologico nella collina violentata dalle discariche. A Pitelli, ben presto potrebbe sorgere un campo da nove buche: è la strada tracciata dalla convenzione che il Comune della Spezia si accinge a firmare con la delegazione regionale della Federgolf guidata da Federico Solimena. L’approvazione del documento, che prevede una collaborazione annuale tra i due enti per la realizzazione del progetto di fattibilità, è prevista nella prossima riunione della giunta guidata da Pierluigi Peracchini, in programma domani mattina.

Nei piani di Palazzo civico, il campo da golf dovrebbe trovare posto in un’area di poco più di 84mila metri quadrati, interamente di proprietà comunale. Un’area abbandonata che il Comune vorrebbe valorizzare e riqualificare a fini sportivi e turistici, attraverso "un approccio progettuale e culturale rispettoso del paesaggio e dell’ambiente" si legge nel protocollo di intesa che individua nella realizzazione di un campo da golf sostenibile "lo strumento attraverso il quale recuperare aree dismesse per renderle usufruibili alla collettività, creando occupazione e nuovi impianti polisportivi, luoghi di aggregazione e socializzazione, con conseguenti ulteriori vantaggi anche per le attività turistico ricettive".

Un’idea supportata appieno anche dalla sezione regionale della Federgolf, che ha dato la propria disponibilità a titolo gratuito per aiutare Palazzo civico alla definizione di uno studio di fattibilità per la realizzazione di un Bio Golf a nove buche, ampliabile fino a diciotto, con annesso campo di pratica, Club House, uffici, spogliatoi, palestre, locali destinati a bar ristorante. Non solo: il progetto potrà prevedere anche costruzioni destinate all’attività turistica e ricettiva, di basso impatto urbanistico, da realizzarsi con tecnologie innovative ed ecosostenibili nell’area adiacente al Forte Ex Batteria Valdilocchi. Questo perché tra gli obiettivi di Palazzo civico c’è anche lo sviluppo turistico di quella porzione di territorio proprio attraverso la realizzazione della struttura sportiva.Quella individuata dai due enti è una strada che ha pochi precedenti in Italia: il Bio golf, o golf sostenibile, prevede la realizzazione di strutture golfistiche multifunzionali a impatto ambientale basso o nullo in aree urbane fortemente degradate, all’insegna del rispetto ambientale e di tecniche di costruzione ‘green’. Il primo campo da golf biologico è stato costruito e inaugurato appena due anni fa a Livorno, nell’ambito del progetto ‘50 Ryder Compact BioGolf’ promosso dalla Fedegolf con la collaborazione dell’Istituto per il credito sportivo, Legambiente, Federparchi, Fondazione Univerde e Golf environment organization. Ora, anche Spezia potrebbe seguire la strada del golf sostenibile per sanare una vecchia ferita mai rimarginat. Lo studio di fattibilità che nascerà dalla collaborazione tra Federgolf Liguria e Comune sarà sottoposto al vaglio della Commissione nazionale impianti della Federgolf.

Matteo Marcello