Museo tecnico navale, gara deserta. Nelle secche l’affidamento ai privati

Il 10 settembre è scaduto il bando promosso da Difesa Servizi e non è stata presentata alcuna offerta. Sospiro di sollievo dei sindacati. Palladino: "Meglio continuare con la gestione in house della struttura".

Museo tecnico navale, gara deserta. Nelle secche l’affidamento ai privati
Museo tecnico navale, gara deserta. Nelle secche l’affidamento ai privati

Nessuna offerta per la gestione del Museo tecnico navale. Va deserta la gara lanciata la scorsa primavera da Difesa Servizi per affidare a privati il fiore all’occhiello della Marina militare e della città, capace con il suo carico di storia e tradizione di catalizzare anche l’interesse dei turisti. Manca ancora l’ufficialità, ma è certo che alla data del 10 settembre, termine ultimo per la presentazione delle offerte, nessuno si sia fatto concretamente avanti per ottenere la gestione del prestigioso museo. La procedura, bandita lo scorso 21 aprile, era stata prorogata in estate, con la società in house del ministero della Difesa che aveva allungato di due mesi termini per la presentazione dei plichi, inizialmente fissati al 10 luglio. Una mossa che all’epoca era stata motivata dagli uffici romani della società con la necessità di dare conto alla richiesta di chiarimenti avanzata dagli operatori. Che, tuttavia, non hanno dato evidentemente concretezza all’interesse preliminare. Il valore economico della concessione era stato stimato in 4,2 milioni di euro, con una concessione della durata di 12 anni, mentre il canone annuo a base d’asta era di 60mila euro, oltre alle royalties da riconoscere in base al fatturato. La notizia della gara deserta ha fatto tirare un sospiro di sollievo ai sindacati, che ancora prima della pubblicazione del bando avevano espresso contrarietà alla cessione. "L’ intendimento di cedere a terzi il Museo non è una buona soluzione né per la Marina né per il personale che ci lavora – afferma Christian Palladino, segretario di Flp Difesa –. Chiediamo una riorganizzazione interna che possa portare ad avere due, tre vigilanti in più, così da mantenere il turno e continuare nella gestione in house".

Matteo Marcello