Carabinieri nel cortile interno dell’ospedale Sant’Andrea della Spezia (immagine di archivio)
Carabinieri nel cortile interno dell’ospedale Sant’Andrea della Spezia (immagine di archivio)

La Spezia, 18 maggio 2018 – Ricoverato nel reparto di medicina dell’ospedale Sant’Andrea, nella notte si è agitato ed è caduto dal letto. Ferite devastanti quelle che ha riportato e che hanno aggravato il suo stato clinico, già complesso, fino a portarlo alla morte. Così ha perso la vita un uomo di 69 anni. Ha esalato l’ultimo respiro nel reparto di rianimazione, l’altra sera, tre giorni dopo la caduta letale. E ora i familiari accusano: Luigi F. è caduto per le negligenze sul fronte del personale preposto al controllo dei degenti che non avrebbe ravvisato la necessità di intervenire, prima che la situazione precipitasse. Non è chiaro se il letto disponesse delle sponde contenitive o se queste siano state rimosse dal paziente che voleva scendere, forse per recarsi al bagno.

Di sicuro il pm Federica Mariucci, dopo la denuncia dei familiari del paziente, ha deciso di disporre l’autopsia. Di qui l’atto dovuto dell’avviso di garanzia a due infermieri del turno notturno nel reparto, così da metterli in condizione di nominare un consulente e di difendersi. Oggi se ne saprà di più. In mattinata è fissato il conferimento dell’incarico all’anatomopatologa Susanna Gamba. All’atto potrebbe partecipare anche un consulente nominato dagli indagati. Da stabilire le cause della morte ed eventuali relazioni di nesso causale col comportamento assunto dai due infermieri indagati.

Sarebbe già stata volontà della direzione sanitaria investire la procura del caso. Ma già subito dopo la caduta dell’uomo i familiari avevano presentato la denuncia per lesioni gravissimi, quelle che lo avevano portato al coma. Di qui la modifica del titolo di reato nel fascicolo già aperto, da lesioni gravissimi colpose ad omicidio colposo. Intanto i carabinieri della stazione di Mazzetta, su delega del magistrato, hanno acquisito la cartelle clinica del paziente in ospedale, per ricostruire la sua patologia, la cura e le premure a cui doveva essere sottoposto. Sono iniziate, o quanto meno stanno per essere assunte, le prime verbalizzazioni delle persone informate dai fatti. Gli accertamenti passano anche dalla raccolta delle testimonianze delle persone che erano ricoverate insieme a Luigi in una cameretta del reparto di medicina dell’ospedale Sant’Andrea. Agli atti c’è già la denuncia formalizzata dai familairi della vittima che chiedono giustizia sulla scomparsa dal congiunto.