Medici di base... al lumicino Protesta per i mancati ristori

I pazienti accolti negli ambulatori a lampade spente e con le candele. Una scelta simbolica sperando di poter accendere i riflettori sulla sanità

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Se un tempo era quella figura quasi reverenziale capace di fare luce, partendo anche da un solo piccolo sintomo, sulla globale condizione di salute dei suoi assistiti; oggi quella stessa luce viene accesa sulla categoria cui appartiene, quella dei medici di famiglia. "La giornata delle visite ambulatoriali a lume di candela" è il nome scelto per la protesta di Fimmg, federazione dei medici di medicina generale, che dalle 17 alle 17.30 di ieri pomeriggio ha previsto mezz’ora simbolica di visite davvero a lume di candela presso tutti gli studi medici dei professionisti della Spezia che vi hanno aderito; facendo così eco all’evento nazionale dei camici bianchi contro il caro energia e le sofferenze della categoria. Così lo studio della dottoressa Elisa Angelinelli in centro città è stato illuminato dal caldo e soffuso bagliore di piccoli ceri.

"A noi medici di famiglia – esordisce Angelinelli – preme che una luce sia accesa sulla medicina generale e sui suoi problemi: principalmente sul grosso carico burocratico che ci toglie il tempo di fare il nostro lavoro vero e proprio, quello di visitare e seguire ogni paziente". Sicuramente il periodo pandemico in tutto questo è stato determinante: "Questa protesta – spiega ancora la dottoressa – è l’approdo di due anni di pandemia covid 19 nei quali la medicina generale con i suoi medici generici si è spesa oltre il limite, non chiudendo mai gli ambulatori, prestando i professionisti alle vaccinazioni e all’effettuazione dei tamponi". Ciò che rivendica la dottoressa Angelinelli, oltre al carico di lavoro oggi triplicato è anche e soprattutto il mancato riconoscimento da parte delle istituzioni del grande lavoro svolto e del dispendio di energie e risorse da loro spese. "Con l’insediamento del nuovo governo – continua – speravamo in un ringraziamento che non c’è stato e che alla fine ha portato a questa situazione attuale di esasperazione. La medicina generale è veramente ridotta ad un lume, anzi un lumicino". Il punto di partenza è l’amore incondizionato per la loro professione che è fatta di cura e attenzione per il paziente e il suo stato di salute: "Io amo il mio lavoro – confessa Angelinelli – è stata la prima e unica scelta, che rifarei senza alcun pentimento e proprio per questo cerco di difenderla". La speranza è quella di porre la giusta attenzione anche al problema dell’ organico che come sottolineato dalla dottoressa Elisa Angelinelli ben si evince nelle zone di Sarzana in cui per mancanza di personale medico diverse persone sembra siano rimaste addirittura senza copertura sanitaria. L’obiettivo di questa protesta è proprio quello di riaccendere intorno a questa figura quella forte luce di un tempo.

Alma Martina Poggi