Il parroco don Francesco Vannini
Il parroco don Francesco Vannini

La Spezia, 19 maggio 2019 - «Per gli amici del cosiddetto prete di piazza Brin devo essere appeso a testa in giù per aver rispettato la Costituzione e il regolamento emanato dalle sinistre. Questa è la loro democrazia. Continuerò a rispettare e difendere la nostra Costituzione per il bene di tutti in un Paese migliore. Spero che anche il prete di piazza Brin legga e comprenda il Vangelo di oggi».

Così il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini sulla sua pagina Facebook ha commentato la manifestazione antifascista di ieri contro l'autorizzazione di uno spazio pubblico dedicato a un antifascista spezzino, alla presentazione di un libro edito da Altaforte, la casa editrice vicina a CasaPound esclusa dal Salone del Libro di Torino, culminata con il suono a lutto delle campane di una chiesa. 

Ed ieri perfino il parroco di piazza Brin, don Francesco Vannini, ha partecipato alla protesta a modo suo: suonando le campane ‘a morto’. Il parroco don Francesco Vannini ha voluto spiegare che si è trattato di un gesto di protesta. «Oggi è morto quello spirito che ha pervaso questa città per moltissimi anni. In questa chiesa c’è uno spazio che durante la guerra serviva per salvare le persone in difficoltà: soldati inglesi, partigiani e famiglie, ma anche famiglie fasciste che rischiavano il linciaggio dopo la Liberazione. Inoltre la chiesa di Nostra Signora della Salute è un luogo simbolo perché al suo interno vive la memoria di don Antonio Mori, parroco che nel 1944 fu arrestato perché contrario al regime fascista. Proprio in quegli spazi è stato a lungo custodito un ciclostile che veniva utilizzato da tutti i partiti dell’arco costituzionale, dalla Dc al Pci».