Le 5 Terre diventano “expensive“. La delusione serpeggia nei borghi

I più amareggiati sono i visitatori italiani: "Biglietti così cari? Non ce l’aspettavamo, è stata una brutta sorpresa"

Le 5 Terre diventano “expensive“. La delusione serpeggia nei borghi

I più amareggiati sono i visitatori italiani: "Biglietti così cari? Non ce l’aspettavamo, è stata una brutta sorpresa"

Expensive! Cioè costoso, caro, salato. Lunedì di Pasquetta, stazione di Rio Maggiore, ore dieci della mattina. Tra le parole pronunciate dai tanti turisti che affollano la stazione, expensive è uno dei termini che si sente pronunciare più spesso. "Ma quanto costano questi biglietti!". La signora Rosa, in gita da Napoli con marito e due figli, grida il suo disappunto. "È una sorpresa amara. Da Manarola ci siamo spostati a Rio Maggiore, il viaggio sarà durato un minuto scarso. Ebbene essendo in quattro abbiamo speso 40 euro. Volevamo cercare una bella trattoria ma a questo punto ci accontenteremo di un toast. Sperando che non si debba pagare a peso d’oro anche quello!". Tra tutti i turisti, sono gli italiani quelli più delusi. Non proprio arrabbiati ma sicuramente crucciati, per un esborso che a tanti lascia la sensazione di essere stati spremuti. Una afflizione con cui solidarizzano in modo totale i riomaggioresi, protagonisti di una singolare iniziativa. Sulle vetrine degli esercizi commerciali, sui muri e anche sulle porte di alcune abitazioni private hanno affisso un messaggio. Una lettera, stampata su un foglio A4 e con il testo scritto sia in italiano sia in inglese, in cui ci si rivolge direttamente al "caro turista" domandandogli scusa per un provvedimento definito vergognoso e insensato.

"In questo ponte pasquale – racconta il portavoce dell’associazione dei commercianti di Riomaggiore e Manarola Giovanni Paganini – abbiamo già sperimentato i primi effetti deleteri dell’aumento dei prezzi dei treni voluto dalla Regione. Soprattutto gli habitué, coloro che vengono spesso, hanno subito notato la differenza. Una decisione calata dall’alto, sulla quale non solo i residenti ma anche i grandi tour operator sono rimasti inascoltati. Chi viene oggi ha prenotato un anno fa, il problema vero riguarda coloro che in questo momento stanno valutando i nostri borghi come meta per la loro vacanza del 2025. Una crescita della spesa non irrilevante per una famiglia tipo può far propendere per un’altra destinazione. Quello di cui non ci rende conto è che basta poco per far crollare un castello costruito in tanti anni di impegno e sacrifico".

"Non siamo ne vogliamo essere Forte dei Marmi – afferma la Roberta Baudonelli del panificio Rosi – Se qualcuno pensa attraverso questa operazione di gestire il flusso turistico facendo una selezione basata sul censo è in errore. Sarebbe sbagliato a prescindere e anche totalmente inutile. Non abbiamo strutture a cinque stelle ne negozi griffati: quel tipo di clientela, che va in spiaggia addobbata di collane d’oro e con la messa in piega appena fatta, qui non verrebbe comunque". "Il disegno – commenta Nicola De Benedetto – è chiaro: trasformare le Cinque terre in un bancomat della regione secondo quella logica di speculazione aziendale tanto cara al governatore".

"Il turismo – racconta sconsolato Mario Franceschetti – ha portato ricchezza e tutti qui siamo stati felici di questo. Ma quello che sta avvenendo nell’ultimo periodo sta superando ogni limite. L’aumento delle tariffe dei treni è il segno tangibile di un’avidità malsana che per di più non lascia nulla sul territorio. Da qualche tempo mi sono trasferito a Spezia. Della Riomaggiore in cui sono nato e che amavo profondamente è rimasto solo un ricordo. Tutte le volte che ritorno mi sento assalire da un senso di tristezza".

Vimal Carlo Gabbiani