Il Tar promuove le sagre di partito. Falconara, stop al divieto comunale

Il tribunale ha accolto il ricorso, annullando in parte quanto deciso nel marzo scorso dal Consiglio

Il Tar promuove le sagre di partito. Falconara, stop al divieto comunale

Il Tar promuove le sagre di partito. Falconara, stop al divieto comunale

La decisione dell’amministrazione comunale di limitare l’utilizzo della cucina e dell’area adibita alla somministrazione di alimenti e bevande situate all’interno del Parco di Falconara, tagliando fuori i partiti politici, è "illogica". Con questa motivazione, il Tar ha annullato in parte la delibera con cui il Consiglio comunale di Lerici nel marzo scorso ha approvato la modifica del regolamento per l’uso della struttura adibita alla preparazione e somministrazione dei pasti nel parco. A presentare ricorso contro la scelta dell’amministrazione di limitare l’utilizzo delle strutture solo ad associazioni sportive, di pubblica assistenza, le borgate marinare e le Pro loco con sede nel comune, erano stati il Partito Democratico, Rifondazione Comunista, Comunisti italiani e Anpi. Il Comune aveva deliberato sulla base della necessità di ridurre gli "inconvenienti determinati dalla grande affluenza di pubblico e dall’eccessivo numero di manifestazioni", ma secondo il Tar la decisione è illogica perchè il Comune "anziché stabilire il numero massimo delle persone ammissibili nell’area, delle concessioni assentibili a ciascun soggetto e delle giornate di utilizzo da parte dei singoli concessionari, ha escluso le associazioni di promozione sociale e i partiti politici dall’elenco dei soggetti ammessi alla fruizione dei beni". Il tribunale amministrativo è andato oltre, specificando che "non è dato comprendere la ragione per cui la manifestazione organizzata dalla sezione territoriale di un partito o di un’associazione di promozione sociale abbia una maggiore capacità attrattiva rispetto a quella organizzata, ad esempio, dall’Associazione pro loco. Anzi, di norma è vero proprio il contrario, poiché le persone che non si riconoscono in una determinata area o fazione politica tendono a non frequentare le manifestazioni ad essa riconducibili, con una conseguente restrizione del numero di potenziali frequentatori che non si registra nel caso delle manifestazioni prive di connotazioni politiche. Le finalità di sostegno e promozione delle associazioni sportive e di interesse sociale radicate nel territorio non possono giustificare l’adozione di misure sostanzialmente discriminatorie nei confronti di altri soggetti". Da qui l’accoglimento del ricorso e l’annullamento della delibera del Consiglio nella parte in cui approva la modifica degli articoli 2 e 3 del regolamento per l’uso della struttura per la preparazione dei pasti.

Matteo Marcello