
Mirco Manuguerra
Dopo la notizia, data su un quotidiano locale e poi smentita, a proposito di un ‘clamoroso ritrovamento’ di alcuni tesori danteschi conservati nel locale Archivio di Stato, interviene il Centro lunigianese di studi danteschi presieduto da Mirco Manuguerra. "Rappresenta per noi un elemento di grande interesse la dichiarazione di intenti di un sindaco (Pierluigi Peracchini aveva scritto un post sui social, ndr.) – scrivono dal Centro – che ha annunciato di voler rendere finalmente fruibili al pubblico quegli ‘Atti della Pace di Castelnuovo’ che da sempre si conservano al chiuso di un armadio blindato. Parliamo dell’unica testimonianza certa a oggi conosciuta, per tutto l’arco dell’esilio, della presenza di Dante in un determinato luogo. Ciò significa che, a parte Firenze dov’è nato e Ravenna dov’è morto, nessun altro luogo, con la sola esclusione della Lunigiana, può vantare la presenza certa dell’Alighieri: una referenza che definire preziosa sarebbe ‘dicer poco’. Di certo c’è che se i nostri documenti fossero stati in possesso di un comune francese o tedesco, sarebbero già da un secolo fonte di una fortuna imperitura. La Lunigiana non si è ancora dimostrata all’altezza di un simile compito, ma ormai la strada è tracciata, grazie anche ai nostri studi accreditati a livello internazionale, e oggi possiamo prendere atto di avere un sindaco alla Spezia che, dopo decenni di assoluto, colpevole immobilismo, si entusiasma all’idea di poter finalmente porre rimedio ad una lacuna secolare". E a proposito ancora del ‘clamoroso ritrovamento’, dal Centro aggiungono: "In effetti sono ormai due decenni che il Centro ha avanzato la proposta di una esposizione permanente del materiale oggetto di discussione e siamo convinti che la struttura più adatta allo scopo, sotto ogni punto di vista, sia il Museo Lia".