Guerra sugli accorpamenti. L’Isa5 non vuole Riccò: "Non c’è nulla in comune"

Contro l’ipotesi emersa in commissione regionale anche una raccolta firme "La qualità è fatta dalle persone che la vivono. Non siamo pedine da spostare".

Guerra sugli accorpamenti. L’Isa5 non vuole Riccò: "Non c’è nulla in comune"
Guerra sugli accorpamenti. L’Isa5 non vuole Riccò: "Non c’è nulla in comune"

Il dimensionamento scolastico assume sempre più i contorni dell’intrigo. Solo pochi giorni da Genova, in occasione della commissione regionale chiamata ad approfondire il tema dei tagli e degli accorpamenti scolastici, era rimbalzata da Genova l’intenzione di modificare il piano approvato una settimana prima dalla Provincia, limitatamente all’Isa19 di Riccò del Golfo: il plesso riccolese, inizialmente accorpato all’Isa1 della Chiappa, potrebbe invece essere unito all’Isa5, l’istituto comprensivo “Anna Frank” che raggruppa diverse scuole del centro urbano della Spezia. Un’ipotesi che ora trova la netta contrarietà dell’istituto spezzino. In una lettera firmata da docenti, collaboratori scolastici, componenti del consiglio di Istituto e rappresentanti dei consigli di classe dell’Isa5, si parla di "stupore e sconcerto" alla luce del fatto che "il grande gioco a scacchi del dimensionamento scolastico della Provincia ci vede protagonisti nostro malgrado". I firmatari sostengono che i due istituti "non hanno in comune praticamente nulla, essendo uno in centro città, l’altro in Val di Vara, con utenza e storie diverse. Dove saranno gli uffici di segreteria? Dovranno essere i genitori di Riccò a venire in città per ogni esigenza o dovremo essere noi ad andare in Val di Vara?". Una situazione ancora in divenire, ma che rischia di trasformarsi in un tutti contro tutti. "In questo gioco a scacchi ogni sindaco ha difeso il proprio territorio, la propria scuola, contro le ipotesi proposte. E giustamente lo hanno difeso. Vogliamo quindi essere difesi anche noi, docenti e genitori dell’Isa5. Abbiamo iniziato da due anni un cammino di collaborazione tra la dirigente e tutte le componenti dell’istituto che sta dando buoni frutti. Non vogliamo che questo cammino sia interrotto. Le persone non sono intercambiabili, la qualità della scuola è fatta dalle persone che la vivono. Non siamo pedine da spostare, accorpare, dimensionare. Siamo persone, famiglie, docenti, ma soprattutto alunni che hanno diritto a continuare nel cammino di crescita in cui ci stiamo tutti impegnando".

"L’ascolto del territorio – si legge nella missiva – non può ridursi solo ad una delibera del consiglio provinciale, ma deve essere effettuato con una reale partecipazione dei cittadini siano essi personale scolastico o genitori degli alunni, al fine di garantire la salvaguardia delle istituzioni scolastiche anche quale presidio contro lo spopolamento dei territori".Da qui la richiesta di un confronto con le parti, e soprattutto l’istanza, rivolta al presidente della commissione regionale e alla giunta regionale, "di soprassedere da questa decisione e di tenere conto della nostra posizione".

Matteo Marcello