MASSIMO MERLUZZI
Cronaca

Filiera vitivinicola in espansione: "Più ettari per i nuovi impianti"

La Regione si aspetta di poter triplicare la quota annua da distribuire ai produttori del territorio

Filiera vitivinicola in espansione: "Più ettari per i nuovi impianti"

Filiera vitivinicola in espansione: "Più ettari per i nuovi impianti"

Più spazio per i vitigni. La previsione, ottimistica, indica l’anno dell’attesa svolta già a partire dal 2024 anche se nel mondo dei produttori si tende ancora a frenare sull’ottimismo. Quella che è una certezza è l’importanza del provvedimento che consentirebbe di incrementare la produzione del vino ligure che da ormai qualche anno sta acquisendo sempre maggior richiamo, attenzione e vendita in Italia e all’estero. Grazie alle tipologie del Vermentino, Albarola, Rossese, Pigato e naturalmente dello storico Sciacchetrà. Ma alla qualità riconosciuta non corrisponde ancora la quantità. Anche se sul tema si aprirà inevitabilmente una discussione. Se nella botte piccola c’è il vino buono anche una produzione contenuta, seppur superiore a quella attuale, consentirebbe di mantenere inalterata la bontà del vino ligure. Però la proposta di innalzare la quota autorizzativa riservata a ogni Regione, attraverso un lungo e complesso iter che dalla Cee coinvolgerà il Ministero delle politiche agricole e quindi le singole amministrazioni regionali, ribadita dall’assessore ligure Alessandro Piana sembrerebbe aver davvero fatto centro. Il rappresentante della giunta ligure infatti sta puntando a spostare la quota minima a disposizione della Liguria per impiantare nuovi vigneti dai 10 ettari attuali a 30, spostando in alto l’asticella delle ’concessioni’ annuali disposte dall’Unione Europea e stabilite su base percentuale rispetto alle coltivazioni esistenti. Un buon salto che risponde alle richieste dei produttori e che la commissione delle Politiche Agricole ha appena approvato all’unanimità passando adesso la "palla" al ministro del settore Francesco Lollobrigida. In pratica il territorio ligure potrebbe sicuramente raddoppiare la produzione del vino e soprattutto in alcune zone andrebbe a favorire anche il recupero di antichi vitigni e terreni abbandonati.

"È senza dubbio un ottimo risultato - ha commentato l’assessore Alessandro Piana - aver ottenuto l’approvazione all’unanimità della comissione delle politiche agricole e si punta già all’innalzamento della quota minima già a partire dal prossimo anno". Il vice presidente della giunta regionale ha portato la proposta alla discussione del tavolo tecnico regionale convocato non soltanto per affrontare i diritti di nuovi impianti ma anche predisporre con largo anticipo la partecipazione delle aziende liguri alla rassegna internazionale Vinitaly del prossimo anno. E nella programmazione non poteva mancare l’appello al contrasto della florescenza dorata e peronospera che stanno martoriando i vitigni e quindi fortemente penalizzando la produzione. Proprio su questo aspetto è stato richiesto un costante monitoraggio e l’adozione di politiche di contrasto. L’ampliamento della disponibilità di coltivazione avrebbe dunque un duplice vantaggio. "Sia dal punto di vista produttivo - prosegue l’assessore Piana - che nel contrasto alla fragilità idrogeologica perchè i territori verrebbero ulteriormente presidiati e curati dai nostri viticoltori". All’incontro con l’assessore Alessandro Piana sono state convocate le associazioni di categoria, Anci Liguria, Enoteca Regionale della Liguria, Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, Rete di Imprese Agricole Le Terre del Moscatello, Imprese Agricole Vite In Riviera eil Consorzio di Tutela Vini Dopo e Igp del Levante Ligure".