
Esposto di Grillo all’antimafia: "La condanna è decaduta . In regola per farmi eleggere"
Candidato? Ancora non è del chiaro e per questo Luigi Grillo ha presentato un esposto che dovrà chiarire a tempo di record la sua posizione. Il ritorno politico dell’ex senatore alle ormai imminenti elezioni europee infatti deve fare i conti con la commissione parlamentare Antimafia, presieduta da Chiara Colosimo onorevole di Fratelli d’Italia, che ha inserito il nome dell’ex senatore spezzino una delle figure più note della scena politica nel Golfo, nell’elenco degli incandidabili. Una decisione che ha fatto scattare la contromossa del candidato di Forza Italia affidata all’avvocato Daniele Granara del foro di Genova. Il legale ha inviato un esposto chiedendo la rettifica dell’atto ma la corsa è davvero contro il tempo visto che si voterà nel fine settimana. La richiesta di rivedere la posizione di Luigi Grillo è stata inoltrata anche ai presidenti di Senato e Camera oltre che al Procuratore della Repubblica di Roma. Il senatore aveva patteggiato la pena di 2 anni e 8 mesi nell’ambito del processo per corruzione e turbativa d’asta celebrato in Tribunale a Milano a dicembre 2014. Tra le pene accessorie anche l’incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione per la durata di 5 anni. L’avvocato Daniele Granara oltre a evidenziare nel ricorso il fatto che Grillo non sia stato interdetto dai pubblici uffici ha rimarcato come l’incandidabilità abbia perso completamente efficacia a dicembre 2020. Il ritorno in scena tra le fila di Forza Italia di Luigi Grillo è dunque in bilico. "Con grande sorpresa - ha commentato l’avvocato Daniele Granara - la commissione antimafia non ha neppure citato l’estinzione della pena pronunciata dal Tribunale di sorveglianza di Genova oltre 4 anni fa. Il comunicato si pone dunque in aperta violazione degli articoli 27 e 51 della nostra Costituzione. Giurisprudenza e dottrina sono chiarissime nel ritenere che verità incomplete oppure le mancate correzioni di errori e imprecisioni, il mancato aggiornamento di una notizia già fornita, configurino un comportamento omissivo che ha danneggiato gravemente Luigi Grillo. Per questo abbiamo chiesto al Procuratore della Repubblica di Roma di indagare e ai presidenti delle Camere di intervenire prontamente".
Massimo Merluzzi