Dal cielo alle onde, il tuffo di Silvia. È l’astro del progetto ’Seacleaner’: "Questa è la decade dell’oceano"

La ricercatrice Merlino insignita del premio Cnr per la Citizen Science. "La fisica è bella e grande come il mare"

Dal cielo alle onde, il tuffo di Silvia. È l’astro del progetto ’Seacleaner’: "Questa è la decade dell’oceano"
Dal cielo alle onde, il tuffo di Silvia. È l’astro del progetto ’Seacleaner’: "Questa è la decade dell’oceano"

Dal cielo agli abissi, sul filo della ricerca. Laureata in fisica, con un dottorato di astrofisica, sarzanese d’adozione anche se con l’accento toscano (è di Pisa, ma la famiglia originaria del centro della Val di Magra, ndr.), porta avanti una carriera nel mondo della scienza, oggi all’istituto di scienze marine Cnr Ismar di Lerici. Recentemente, la ricercatrice Silvia Merlino grazie al progetto ’Seacleaner’ stata insignita del premio Cnr per la Citizen Science - Biblioteca Guglielmo Marconi, promosso nell’ambito delle iniziative del centenario dell’ente, consegnatole a Roma, durante la cerimonia aperta dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. "Ci tengo a dire – esordisce – che questo è un premio non solo mio, ma di tutti i collaboratori di Seacleaner (nato nel 2013 dall’esigenza di affrontare il problema dell’impatto antropogenico sugli ambienti marini, ndr.), in modo particolare Marina Locritani di Ingv, mio braccio destro. Io l’ho ideato e ne sono la responsabile scientifica, ma è cresciuto anche grazie all’impegno suo e di tantissimi collaboratori che lo hanno fatto grande negli anni".

Com’è nata la sua passione per il mare?

"Un caso: lavoravo all’Istituto nazionale di fisica della materia, accorpato al Cnr e ho scelto di passare all’istituto di scienze marine, dato che un fisico poteva comunque trovare in quel settore nuovi spunti e sfruttare la sua preparazione di base, abbastanza vasta per dedicarsi ad altri campi".

Com’è stato il tuffo dal cielo alle onde?

"Appena arrivata all’Ismar, ho iniziato progetti con le scuole: si iniziava a parlare della plastica in mare e ho pensato di coinvolgere i ragazzi in progetti di alternanza scuola-lavoro. Si sono avvicinati al mondo della ricerca provando metodologie standardizzate e hanno toccato con mano il tema, rendendosi conto del fenomeno inquinamento".

Cosa le dà la ricerca?

"È un lavoro bellissimo, che unisce l’aspetto scientifico alla creazione del cervello umano: tanti pensano che sia fatta solo di numeri e formule, ma in realtà è anche avere idee nuove e offre parecchia libertà di progettare".

A proposito, c’è un progetto in particolare a cui è particolarmente legata?

"Lungo il percorso ho cambiato parecchio, partendo dalla mia prima, bellissima passione: l’astrofisica. Mi sono anche dedicata a far capire la bellezza della fisica e il fatto che studiandola insieme ai fenomeni, si comprende il mondo. Indubbiamente, la divulgazione è molto bella: le tematiche marine sono interessanti considerate in rapporto sia all’inquinamento sia all’ecosistema. Questa è la decade dell’oceano: ci stiamo rendendo conto che il mare è una risorsa fondamentale: già abbiamo fatto abbastanza danni, ora cerchiamo di limitarli. Sono curiosa, mi focalizzo su tantissime cose: tutto è bello e interessante, specie quello che ancora non si sa. C’è sempre da imparare".

Trova che le donne abbiamo un approccio diverso?

"Ultimamente collaboro con tante di noi e devo dire che forse noto più attenzione verso i giovani, un entusiasmo nei confronti dell’educazione. Certo, non significa che non ci siano anche uomini altrettanto interessati".

A proposito di educazione, quanto è importante ciò che fa con i ragazzi per il futuro del pianeta?

"Sono i cittadini che domani faranno le scelte per il loro e nostro futuro: bisogna lavorare tanto in quel senso, educandoli, dando loro le giuste informazioni, evitando fake news, in modo da metterli nella condizione di ragionare e prender le proprie decisioni".

Si dice spesso, tesi suffragata anche da statistiche che fotografano una situazione non certo rosea, che la scienza sia ad appannaggio maschile. Che ne pensa?

"Le discriminazioni ci sono state e spero si verificheranno sempre meno in futuro. Anche se per fortuna non mi sento in particolare di portare esempi personali, devo dire che la parità assoluta non è ancora stata raggiunta in tanti settori della ricerca e lo si vede analizzando i trattamenti a parità di meriti. C’è ancora poca considerazione per il lavoro femminile, in generale la cosa si annusa ovunque. Non posso che auspicare un cambiamento".