MARCO MAGI
Cronaca

Da ufficio turistico a ristorante. Doc Show per la rinascita dell’ex Iat

Inaugurata la nuova attività in viale Italia, nata dalla ristrutturazione dei locali concessi in gestione dal Comune

Da ufficio turistico a ristorante. Doc Show per la rinascita dell’ex Iat

Una vera meraviglia per gli occhi. E non soltanto perché la struttura che ha sostituito era ormai completamente abbandonata. Doc Show è effettivamente e in assoluto, un vero gioiellino. Sorge lì dove un tempo c’era l’Ufficio informazioni del turismo, lo Iat, nello spazio che ha accolto pure i bagni pubblici, all’inizio di viale Italia. Un bando del 2022 del Comune ha permesso che quello che appare oggi, sia luce e non... spavento. Una concessione di 10 anni che si possono allungare di 6, per poi proseguire ancora, a discrezione di entrambe le parti. L’architetto Oscar Roberto Biassoni dello studio Vela si è occupato della progettistica. "Un’idea che mi è balzata in mente – spiega Stefano Occhiuzzi, uno dei titolari del Doc Show – partendo dalla base dell’osteria Bacchus, dove per tanti anni ho proposto eventi e ristorazione". All’inizio con Occhiuzzi c’era Eros Meucci, a cui poi è subentrata la Cpf, azienda edile toscana capitanata da Armando Conte, Abramo Fiordiliso e Massimo Pellegrini. "Questa società si è occupata – spiega Pellegrini – di tutti i lavori di ristrutturazione. Una parte importante è stata terminata lo scorso anno, quella dei bagni pubblici, uno dei vincoli del bando". Una sala interna di 117 metri quadrati per la somministrazione di cibi e bevande, dove spicca un curato bancone e 40 metri dedicati alla cucina. Dieci le persone impiegate, poi aumenteranno. "Ci siamo occupati di ripristinare anche i giardini adiacenti all’edificio, l’aiuola sul perimetrale e possiamo così contare su un’area esterna di 400 metri quadrati dove ospitare fino a 150 persone. Altri 60 coperti sono disponibili all’interno". Osserviamo, guardandoci attorno, delle bottiglie con il logo Doc Show. "Certamente, una filiera che ci segue – riprende Occhiuzzi – : dalla speciale focaccia realizzata da Mister Molini, al vino delle Cantine Lunae grazie alla competenza di Diego Bosoni, poi una linea di salumi che arrivano direttamente dal macellaio dell’azienda Italpork di Ponte Buggianese". Un bando molto simile a quello del Pin. "Con la differenza che la nostra gestione è appannaggio della Sovrintendenza di Genova. Non ci faremo concorrenza. La prospettiva è costruttiva, anche nei riguardi del target. Abbiamo pensato, in linea di massima, ad una clientela più adulta". La struttura è attualmente aperta dalle 11 a mezzanotte, ma in piena stagione anticiperà alle 7.30. "Non si tratta di ristorazione ‘classica’, perché da noi sarà possibile mangiare a qualsiasi ora, senza fasce prestabilite fra taglieri, birre artigianali, buon vino e non solo". E il nome? "Doc come Denominazione origine controllata, prettamente italiano, Show per dare un taglio internazionale, visto che ci rivolgeremo anche a 5mila croceristi al giorno". Ma quel che vediamo non è la versione definitiva. "Oltre alle rifiniture, delle vele – spiega Pellegrini – nel prossimo inverno ci fermeremo per un breve periodo per realizzare la terrazza, 150 metri quadrati da cui guardare il golfo spezzino". Con Occhiuzzi in regia, non potevano mancare gli eventi. "Trasferiremo qui il progetto jazz di Bacchus (attualmente chiuso, ndr) del martedì (già l’11 giugno, con Berti e Vince Bramanti) – spiega – mentre al giovedì ci sarà la serata danzante, magari un dj set ma non necessariamente, abbiamo già ragionato sugli spazi pure per appuntamenti letterari, mostre e sfilate. Ogni proposta è ben accetta". Tante sono le vie di sviluppo. "Nelle stagioni meno calde, magari come spazio coworking per lavoratori o per gli studenti". Al vernissage della scorsa settimana, il sindaco Pierluigi Peracchini e l’assessore Manuela Gagliardi. "Un ringraziamento ad entrambi per aver permesso che la struttura venisse riconsegnata alla città. Ora tocca a noi".