Coronavirus
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La spezia, 7 aprile 2020 - Il ’caso’ dei tamponi smarriti ha fatto registrare una nuova puntata. Nessuno sa veramente quanti siano – l’Asl 5 ha detto 15, ma sembrerebbero molti di più – intanto, però, uno è stato ritrovato dopo quasi due settimane. E’ quello di una donna cinquantenne che abita in provincia col marito e il figlio.

Si era sentita male il 9 marzo scorso, aveva la febbre a 39 e altri sintomi che facevano pensare al coronavirus. Si era rivolta subito al suo medico curante, il quale aveva effettivamente riscontrato i sintomi, pertanto aveva chiesto che la sua paziente venisse sottoposta al tampone. Dopo qualche giorno di attesa, con la febbre che tra l’altro non scendeva, finalmente era arrivata la chiamata per presentarsi la mattina del 23 marzo alla sede spezzina dell’Asl 5 in via XXIV Maggio, dove il tampone le sarebbe stato fatto direttamente dall’auto, senza neppure scendere. Tutto si era risolto nel giro di pochi minuti, ma da quel momento la donna non ha saputo più nulla.

E’ rimasta in quarantena, come anche i suoi familiari. Trascorsa la prima settimana, visto che nessuno sapeva nulla del tampone, il suo medico ha chiesto che venisse sottoposta nuovamente al test. Questa volta, però, avrebbe dovuto presentarsi all’ambulatorio nell’ex ospedale militare di Falcomatà. "Stia tranquilla, la chiameremo noi", le aveva detto una voce rassicurante. Invece la signora non ha più sentito nessuno e, trascorsa quasi un’altra settimana, si è prenotata privatamente il test sierologico per venerdì 10 aprile.

"Almeno quello – ha pensato – riuscirò a sapere come è andato". Ma ecco arrivare il colpo di scena. Sabato scorso 4 aprile, la cinquantenne viene chiamata dal suo medico curante che le dà la bella notizia: "E’ arrivato finalmente il suo tampone ed è negativo. Il referto è del 1° aprile, ma a me lo hanno comunicato soltanto oggi". Tutto è bene quel che finisce bene, anche dopo dodici giorni d’attesa. E per concludere col paradosso, la signora è stata chiamata proprio ieri mattina... per andare a fare il tampone a Falcomatà. 

A proposito di tamponi smarriti, è arrivato il responso, per fortuna negativo, anche per il medico di base di San Terenzo Francesco Pardini di cui avevamo raccontato la disavventura nei giorni scorsi. Ma non del tampone del 25 marzo, che risulta tuttora smarrito come quelli dei suoi tre familiari. E’ arrivato il risultato, velocemente, del secondo tampone a cui era stato sottoposto mercoledì scorso 1° aprile. Lo ha saputo domenica e ieri ha potuto finalmente riaprire il suo studio. E fra i tamponi che ancora non arrivano, c’è da segnalare anche il caso del dottor Roberto Spadoni, direttore sanitario del Sacro Cuore di Brugnato. Lo ha fatto il 28 marzo, ma ancora non sa nulla.
Massimo Benedetti