Massimo e Carla Tartarini
Massimo e Carla Tartarini

La Spezia, 3 giugno 2020 - Il ristorante aveva chiuso a marzo per l’epidemia coronavirus. Non una scelta, ma un obbligo. Lunedì scorso, finalmente, l’agognata riapertura dopo quasi tre mesi, con una realtà e regole diverse. I quattro dipendenti del locale, però, non avevano ancora ricevuto la cassa integrazione del mese di aprile. Era arrivata soltanto quella di marzo.

Massimo e Carla Tartarini, titolari dello storico ristorante ’La Gira’ della Foce, che esiste dal lontano 1870 e festeggia i suoi 150 anni di attività, allora si sono resi protagonisti di una validissima iniziativa. Per venire incontro ai dipendenti, hanno deciso di anticipare loro la cassa integrazione.
«Ci sembrava doveroso – spiegano Massimo e Carla – la chiusura ha bloccato gli stipendi del nostro personale, ma è giusto che possano comunque avere i loro soldi e se ci sono dei ritardi da parte della macchina statale per la cassa integrazione, allora ci pensiamo noi. Lo abbiamo potuto fare perché i nostri dipendenti non sono tanti, capiamo che per un’impresa con molto personale sarebbe impossibile. Ma volevamo ripartire nel migliore dei modi, uniti per offrire il servizio di sempre, nonostante le regole siano cambiate e non aiutano certo i ristoranti".
Come vi siete trovati alla riapertura?
"Anzitutto a maggio abbiamo sanificato il locale come prevede la legge, poi abbiamo rispettato le nuove regole del distanziamento. Fortunatamente abbiamo il giardino che ci aiuta con la bella stagione, abbiamo messo i dispenser per le mani, i tavoli sono distanziati e ovviamente non potremo avere i coperti di prima, però in questi due giorni la ripresa è stata buona".
Clienti affezionati?
"Sì, la maggior parte. In tanti ci avevano già chiamato da tempo per prenotare un tavolo quando avremmo riaperto e sono venuti subito per mangiare soprattutto i ravioli, la trippa e lo stoccafisso".
Massimo Tartarini nel giorno di chiusura del suo ristorante fa il volontario sulle ambulanze della Croce Rossa e in questo periodo di emergenza coronavirus, è stato spesso in prima linea anche lui. E ha avuto un’altra idea nel segno della solidarietà.
Quest’anno non si svolgerà la tradizionale festa ad agosto per l’anniversario del leccio monumentale che con le sue rigogliose fronde in primavera ed estate dà l’ombra ai tavoli all’aperto del ristorante. La festa del leccio quest’anno non ci sarà, però Massimo Tartarini vuole impiegare il budget che avrebbe speso nell’organizzazione, per offrire una cena a tutto il personale sanitario del pronto soccorso dell’ospedale Sant’Andrea e del 118. Il dado è già tratto, resta soltanto da fissare la data.
«Sono stati davvero in prima linea – ha detto – ho avuto modo di vedere direttamente e apprezzare il loro lavoro svolto con estrema professionalità nel momento della massima allerta e anche adesso che non bisogna abbassare la guardia".
Un modo tangibile di dire grazie.
Massimo Benedetti
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