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2 giu 2018

Aquile, l'amarcord di Spezia-Pistoiese 2-2 del giugno 1986

32 anni dopo i tifosi aquilotti hanno ricordato con affetto il match che vide i bianchi di Carpanesi conquistare la C1

2 giu 2018
fabio bernardini
Lo Spezia che fu promosso in C1 nella stagione 1985-86
Lo Spezia che fu promosso in C1 nella stagione 1985-86
Lo Spezia che fu promosso in C1 nella stagione 1985-86
Lo Spezia che fu promosso in C1 nella stagione 1985-86

La Spezia, 2 giugno 2018 - Gli spezzini, a distanza di 32 anni, hanno ricordato venerdì scorso la mitica formazione dello Spezia che conseguì la promozione in C1 il primo giugno 1986: ''Marchisio, Colombo, Dainese, Brilli, Borgo, Boggio, Palazzese, Pillon, Tarasconi, Ferretti, Telesio''. Un manipolo di uomini che entrò nella leggenda perché 'conquistò' una categoria di per sé non massimale (la C1, non la Serie A), superando ostacoli insormontabili grazie ad un connubio perfetto con i supporter sprugolini. Undici uomini che, dopo i sontuosi proclami estivi del presidente Pietro Rossetto, andarono oltre il fallimento dell'ottobre 1985 scegliendo di restare a giocare nello Spezia, pur senza stipendio e senza società.

La città si strette intorno ai novelli 'eroi', illuminati dal capitano Sergio Borgo, sostenendoli anche economicamente, arrivando loro a pagare le trasferte e le stesse casacche da gioco. Gli spezzini furono scalfiti dai tradizionali scetticismo e diffidenza e aprirono il loro cuore, come solo loro sanno fare, a chi dimostrò con i fatti un incredibile e ormai irripetibile attaccamento alla città. I bianchi di Carpanesi, dopo una cavalcata epica, quel 1° giugno 1986 si trovarono a giocare, al 'Picco', la partita della vita contro la Pistoiese, distanziata di un solo punto in classifica. Quel giorno tutta Spezia si fermò: oltre dodicimila persone si radunarono nel vecchio amato stadio armati di una fede incrollabile. I giocatori raggiunsero a piedi il 'catino' di viale Fieschi, accompagnati dai tifosi, in un'atmosfera irreale, forti delle parole di mister Carpanesi: ''Quando entrerete in campo, volgete lo sguardo alle tribune e vi sentirete invincibili''.

La gara fu drammatica sugli spalti e in campo: il vantaggio degli ospiti, al 24', ad opera di Pinelli provocò autentiche scene di panico che durarono solo un giro di lancette perché uno dei bomber più amati della storia aquilotta, tal Andrea Telesio da Follonica (eletto capocannoniere con 15 gol), riequilibrò il match con uno straordinario colpo di testa. Al 50' il gelo calò nuovamente al 'Picco': ancora Pinelli portò in vantaggio gli arancioni, tra pianti e autentica disperazione sugli spalti. Dopo minuti di autentico smarrimento dodicimila sugli spalti e undici uomini in campo si rimboccarono le maniche e animati da coraggio aquilotto toccarono il cielo con un dito al 60', quando il 'poeta' Sergio  Ferretti mise in rete uno dei palloni più importanti della ultracentenaria storia aquilotta. Fu due a due finale e la promozione, tra scene di giubilo indescrivibile, di quelle che riempiono l'anima ancora a distanza di anni perché La Spezia e la sua gente, in quello stadio e in quella partita riscoprirono il gusto della vittoria del cuore. Una gioia vera e piena di un'intera comunità che scoprì l'immenso piacere di aver superato ostacoli inimmaginabili e la consapevolezza di essersi ritrovata forte e importante. Davvero, quello Spezia-Pistoiese, non fu una partita di calcio, ma di vita.

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