Una delibera che fa discutere: "Censimento dei camini. E’ un catasto o un futuro balzello?"

Lazzeroni solleva dubbi sulle finalità dell’obbligo introdotto dalla Regione e chiede lumi anche al sindaco

Una delibera che fa discutere: "Censimento dei camini. E’ un catasto o un futuro balzello?"

Una delibera che fa discutere: "Censimento dei camini. E’ un catasto o un futuro balzello?"

Censimento di camini, caldaie e stufe a legna, pellet e cippato (ad esclusione di cucine a legna destinate alla sola cottura dei cibi e non collegate all’impianto di riscaldamento): sull’Amiata è polemica. Chiunque sia in possesso di impianti a biomassa è obbligato a dichiararlo, pena una multa, anche salata.

La misura è stata introdotta con delibera della giunta regionale fissando, inizialmente, quale termine ultimo del 30 settembre scorso l’obbligo di accatastamento degli impianti, termine che poi prorogato al prossimo 30 marzo. L’argomento è molto dibattuto sull’Amiata perchè qui un caminetto, una stufa e o una stufa a pellet ce l’hanno quasi tutti in casa. La misura non risulta essere chiara e a denunciarlo è il consigliere di minoranza di Arcidosso, Corrado Lazzeroni.

"Vivo in un piccolo paese, a Bagnoli, e qui camini e stufe sono presenti più o meno in tutte le case – dice Lazzeroni –. Poi in realtà bisognerebbe capire che uso se ne fa realmente, ma già questo lascia intuire che il censimento introdotto dalla Regione interessa trasversalmente molte famiglie. Se a questo punto è abbastanza chiaro cosa si debba fare, al contrario non se ne comprende bene l’obiettivo dell’azione".

In sostanza Lazzeroni denuncia il fatto che la popolazione non comprende il reale obiettivo di questa misura. "E’ stata introdotta per creare un catasto di questi impianti e valutarne così l’impatto sull’inquinamento dell’aria e dunque introdurre azione anti smog oppure – si chiede – sarà un nuovo balzello? Nel secondo caso sarebbe un danno anche per una porzione di economia amiatina che ruota intorno alla produzione e commercializzazione della legna". C’è poi un altro aspetto che Lazzeroni trova paradossale: "Si parla di censire i camini perché potrebbero inquinare l’aria – commenta – e contemporaneamente accettiamo il fatto che Arcidosso non abbia le Ani, cioè le aree non idonee alla geotermia. In un territorio dove c’è un camino che potrebbe inquinare l’aria, potrebbe essere costruita una nuova centrale geotermica che sappiamo avere ben altri impatti sull’ambiente e sull’aria che respiriamo". Lazzeroni invita il primo cittadino di Arcidosso, Jacopo Marini, a interpellare gli uffici regionali e a fare chiarezza alla cittadinanza.

Nicola Ciuffoletti