L’idea è nobile: valorizzare la storia della Maremma attraverso il racconto della tradizione dei butteri. Sono 20 le associazioni maremmane (anche laziali) che hanno partecipato, alla prima riunione che sancisce la fondazione di un volitivo progetto culturale: il primo Museo del buttero. All’associazione "Il Bivacco" di Alberese, si è svolto un incontro storico: da Grosseto, da Viterbo, da Scarlino, da Pomonte, da Cisterna di Latina o da Alberese, tutte le associazioni intervenute si sono unite per un obiettivo comune, perché credono nell’importanza delle tradizioni...

L’idea è nobile: valorizzare la storia della Maremma attraverso il racconto della tradizione dei butteri. Sono 20 le associazioni maremmane (anche laziali) che hanno partecipato, alla prima riunione che sancisce la fondazione di un volitivo progetto culturale: il primo Museo del buttero. All’associazione "Il Bivacco" di Alberese, si è svolto un incontro storico: da Grosseto, da Viterbo, da Scarlino, da Pomonte, da Cisterna di Latina o da Alberese, tutte le associazioni intervenute si sono unite per un obiettivo comune, perché credono nell’importanza delle tradizioni maremmane. Si tratta di fondare finalmente un museo esperienziale che sfrutti le potenzialità della comunicazione contemporanea. E che metta finalmente in rete le altre esperienze, che già raccontano parte di questa epopea ancora misconosciuta al grande pubblico. La data non è stata scelta a caso: lunedì terminava la raccolta fondi che, attraverso l’idea e l’impegno dell’associazione "Buttero di Maremma" (raccolta assistita dall’avvocato Luca Spallieri, dello studio legale Donati Parigini Spallieri), promuoveva l’acquisto di un patrimonio importante per la collettività: la collezione Mancioppi. Nell’idea di promuovere un polo museale, Lorenzo Mancioppi, era stato uno dei precursori. Sperava, in vita, di vedere le scuole, i ragazzi, i turisti e anche tutti i maremmani, partecipare a un’attività di conoscenza e crescita culturale che non è mai realmente iniziata. Sarebbe servito uno spazio adeguato e anche attenzione da parte delle Amministrazioni. Mancioppi però se ne è andato all’improvviso, lasciando a continuare la sua opera tutti gli altri, che come lui ci credevano. Si tratta, ora, di acquistare la sua collezione dagli eredi e di darle uno spazio e una narrazione adeguate. Ci saranno gli oggetti e le testimonianze che lui ha raccolto – selle tradizionali, briglie, finimenti, foto, interviste, racconti – ma ci saranno anche le idee che stanno fiorendo perché il museo sia una vera avanguardia per il territorio e per le vocazioni turistiche della Maremma. Sono già cinquemila gli euro in cassa dopo la prima raccolta fondi, che però è stata prorogata: per dare modo a tutti gli appassionati, ai cittadini, a quelli che amano la Maremma, di contribuire con qualsiasi cifra alla raccolta.

"La nostra proposta è serie e importante. Ma il Comune di Grosseto, a parte qualche promessa, fa finta di niente". Giovanna Petrucci, presidente del "Buttero di Maremma" e figlia di Mario Petrucci, lo storico buttero maremmano, chiede che venga alzato il velo su una questione importante e per troppo tempo messa in un cassetto. "Stiamo cercando di sollecitare l’amministrazione comunale da circa due anni – aggiunge – per avere almeno una stanza dove mettere la Collezione Mancioppi. Sarebbe un luogo importante della nostra tradizione che potrebbe servire alle scuole, turisti e semplici cittadini".

Matteo Alfieri