Grosseto, 12 agosto 2015 - «In auto di Calabria e Liguria, due regioni attualmente in sofferenza per la questione rifiuti». Interviene con una breve nota la Regione dopo la notizia dell’arrivo in Toscana e in Maremma in particolare di tonnellate e tonnellate di rifiuti che non possono essere gestiti dalle due regioni. Un conferimento – che prevede 332 tonnellate giornaliere da destinare a Strillaie e a Cannicci – che terminerà «entro il 30 settembre prossimo, per coprire la situazione di emergenza della stagione estiva», sottolineano ancora da palazzo Panciatichi. Insomma una soluzione tampone e provvisoria che non darà luogo ad accordi sistematici. Una decisione che da Firenze è stata presa soltanto dopo «un’attenta verifica con Province e Ato di riferimento delle disponibilità effettiva di accoglimento e prevedendo monitoraggi e controlli da parte della degli enti competenti». Tutto regolare e tranquillo. E limitato nel tempo. Niente di allarmante, quindi.

Stessa linea di pensiero del presidente della Provincia e sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi. Che guarda il bicchiere mezzo pieno. «Accogliere rifiuti da un’altra regione – spiega Bonifazi – significa che la Maremma è autosufficiente in questo settore, e che si è dotata di un’impiantistica all’altezza. A tal punto da poter risolvere alcune emergenze».

Una provincia di Grosseto che non esperta più, come in passato, rifiuti urbani, ma autonoma e in grado di accoglierne altri. In grado di fare industria sui rifiuti, quindi? «No. Non intendo dire questo – precisa Bonifazi – voglio solo sottolineare il fatto che non capisco perché dovremmo rifiutare l’importazione di rifiuti da altre regioni, se il nostro territorio è dotato di impianti che possono accogliere e che in quelle terre mancano. Sarebbe più grave che dovessimo portare i nostri fuori, come abbiamo fatto a lungo. Come accade ora per il cdr, dal momento che Scarlino è chiuso. Proprio perché abbiamo gli impianti utilizziamoli. Sarebbe negativo portarli fuori noi. Un territorio che non è autosufficiente è un aspetto negativo». Quindi meglio accogliere che esportare rifiuti. Tanto più se gli impianti realizzati sono sovradimensionati per le esigenze interne, come accade per la Maremma dove c’è necessità di non scendere sotto le 90mila tonnellate annue di rifiuti conferiti alle Strillaie per non pagare la «penali» al gestore Futura. Quindi le 332 giornaliere dalla Calabria, anche se solo per un mese, sono la manna- antipenali. «Certo anche l’impianto delle Strillaie deve essere adattato – conclude Bonifazi – alle nuove esigenze della differenziata. Lo stoccaggio dell’organico, ad esempio, deve migliorare. Realizzando altre coperture».

Cristina Rufini