Sandra Pelosi, 55 anni,  gravemente malata  vuole  vedere la fine del processo contro la compagnia assicurativa
Sandra Pelosi, 55 anni, gravemente malata vuole vedere la fine del processo contro la compagnia assicurativa

Grosseto, 3 febbraio 2016 - «Malata terminale», come si definisce lei nella lettera inviata al presidente del Tribunale di Grosseto. Ma anche come è vergato in numerosi certificati medici. Come, infine, è facilmente intuibile dalla somministrazione di cannabis terapeutica – che da alcuni mesi si è aggiunta alla morfina – due volte al giorno per attenuare il dolore.

Ma sinceramente è sufficiente guardarla in volto per capire la sofferenza di Sandra Pelosi, 55 anni, di cui gli ultimi cinque trascorsi a combattere con le conseguenze fisiche dovute a un infortunio per il calcio di un cavallo. Un decadimento fisico cui, per fortuna, non è seguito di pari passi quello di forza d’animo. Ma è difficile riuscire a resistere, soprattutto quando al combattere contro la malattia, Sandra deve portare avanti una altrettanto dura lotta per avere giustizia.

L’intoppo, se vogliamo definirlo così, è che da quando l’ex imprenditrice di origine senese ha chiesto di riscattare la polizza infortuni che aveva stipulato prima dell’incidente capitatole a settembre 2010, non si riesce a trovare un consulente che si prenda l’onere – vorremmo quasi definirlo onore, ma esagereremmo forse – di certificare il suo stato di salute. A fronte di ricoveri, dietro ricoveri. Di una pila di documenti che raccontano di una donna che a 55 anni vive praticamente sulla sedia a rotelle e che è affetta dal morbo di Crohn cui si è aggiunta una forma leucemia. Il processo davanti al giudice civile di Grosseto – ne sono cambiati tre nel frattempo – è iniziato a maggio 2014 e siamo sempre punto e capo.

«A maggio del 2014 è stato nominato il primo – racconta Sandra – con un lunghissimo salto si arriva a ottobre scorso in cui si viene a sapere che la consulenza non era stata fatta. Ne viene nominato un secondo, il quale dopo dieci giorni giorni non accetta l’incarico». Si riparte. Udienza a dicembre scorso e nomina del terzo consulente, che subito non accetta perché «la sede è troppo distante». Il giudice pesca il quarto nome che, ad oggi, non ha ancora chiarito se accettare o meno. L’udienza per capire se finalmente abbiamo trovato chi prenderà in carico la vicenda è fissata per venerdì prossimo. «Voglio solo giustizia – conclude Sandra – la chiedo da anni. Mi sono ridotta così, cioè con una malattia che è degenerata fino a distruggermi, perché non ho avuto il sostentamento che mi era necessario per curarmi (vive con 700 euro di pensione, Ndr).

Non chiedevo altro che di avere ciò per cui avevo pagato. Lotto per non morire prima di vedere la fine di questa vicenda, ma le forze sono sempre meno». Il calcio del cavallo, a settembre 2010, le provocò anche delle fratture costali, un versamento pleurico con successivo cedimento vertebrale e una conseguente pleuro-polmonite degenerata successivamente in Tbc sia a livello polmonare che intestinale. Fino alla più recente scoperta di essere affetta dal morbo di Crohn, cui è seguita la leucemia.

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