Un ufficio postale (Ansa)
Un ufficio postale (Ansa)

Grosseto, 3 novembre 2016 -  Avete una bolletta da pagare? un vaglia da spedire? Una pensione da riscuotere? Affrettatevi, perché Poste italiane chiude. Chiude il suo rapporto con lo Stato che ha in animo di piazzare sul mercato azionario un ulteriore 29,7% di quote e di cedere alla Cassa Depositi e prestiti il restante 35%. In sintesi ha in animo di completare il percorso di privatizzazione avviato qualche tempo fa. E per questo motivo chiude anche tutti, o quasi gli sportelli nella giornata di venerdì. Proprio venerdì, infatti, per tutto il giorno ci sarà lo sciopero generale nazionale dei dipendenti di Poste italiane. Uffici chiusi e niente recapito postale.

È un’iniziativa di quasi tutte le sigle sindacali (Slp–Cisl, Slc–Cgil, Failp–Cisal, Confasal.com e Ugl–Com) del comparto che concentrerà la sua azione a Firenze, dove è prevista una grande manifestazione, e a Roma di fronte alla sede del ministero dell’Economia ove è previsto un presidio.

«Quando collocarono sul mercato il primo pacchetto di azioni di Poste Italiane ci dissero che non ci sarebbero state ulteriori cessioni – dicono in sindacati – Adesso invece fanno il contrario di quanto ci avevano assicurato. Con questa decisione il controllo pubblico in Poste Italiane subisce un profondo mutamento, anticamera di un definitivo disimpegno con tutte le negative ricadute del caso, per i lavoratori e per i cittadini. La capillarità della rete postale, i servizi di prossimità , le potenzialità di innovazione e sviluppo del segmento logistico – continuano le sigle sindacali – necessitano senza dubbio di investimenti finalizzati al consolidamento di asset portanti per il Paese. Dunque spetterebbe proprio al Governo determinare l’utilizzo di risorse economiche per i necessari investimenti. Una privatizzazione totale di Poste italiane mette in discussione non solo anni di sacrificio e di lavoro dei dipendenti profusi per darle una dimensione d’impresa tra le più importanti in Italia, ma anche il futuro svolgimento del servizio universale, l’unitarietà dell’Azienda e la sua tenuta occupazionale». Evitare la privatizzazione totale delle Poste, dunque

. Questo l’obiettivo che i sindacati vogliono raggiungere con lo sciopero generale di domani. In provincia di Grosseto su 97 uffici resteranno aperti, perché precettati (oggi che Poste è ancora in parte pubblica è possibile la precettazione, un domani non si sa) solo in quattro: Manciano, Grosseto centro, Follonica e Orbetello. Ma potranno soltanto accettare (e non spedire) telegrammi, raccomandate e assicurate.