L’assessore regionale Leonardo Marras durante il suo intervento ieri mattina nel teatro degli Industri per la giornata organizzata dal Tribunale di Grosseto
L’assessore regionale Leonardo Marras durante il suo intervento ieri mattina nel teatro degli Industri per la giornata organizzata dal Tribunale di Grosseto
Forse è stata l’ultima iniziativa pubblica sul naufragio della Concordia e, se così sarà, sarà anche quella che ben riassume dieci anni di storie, di dolore, di lavoro, di diritto, di riscatto. L’ultima pagina di un "libro" che nessuno avrebbe voluto fosse esistito, ma che una volta stampato aveva bisogno di una pagina che riassumesse quanto accaduto e rendesse merito a...

Forse è stata l’ultima iniziativa pubblica sul naufragio della Concordia e, se così sarà, sarà anche quella che ben riassume dieci anni di storie, di dolore, di lavoro, di diritto, di riscatto. L’ultima pagina di un "libro" che nessuno avrebbe voluto fosse esistito, ma che una volta stampato aveva bisogno di una pagina che riassumesse quanto accaduto e rendesse merito a chi ha poi cercato di rendere meno drammatico l’evento. Se giustizia è stata fatta, almeno quella della legge, lo si deve ad una Procura prima e ad un Tribunale dopo che hanno svolto una mole di lavoro che avrebbe paralizzato uffici ben più attrezzati come organici di quelli maremmani. Il solo processo ha contato 71 udienze e la sentenza è arrivata l’11 febbraio 2015, tre anni e un mese dopo il naufragio, tempi nei quali di solito la giustizia penale italiana riesce a malapena ad avere un’idea di cosa potrà accadere in procedimenti anche di gran lunga meno impegnativi. Solo per ricordare un aspetto: fra vittime, testimoni, imputati, periti, tecnici e passeggeri della nave le nazioni coinvolte erano 54. Un mondo.

"Per non dimenticare" è il titolo dell’iniziativa che si è svolta ieri nel teatro degli Industri, organizzata dal Tribunale di Grosseto. Un giorno lungo dieci anni, raccontato prima da Giovanni Puliatti (presidente del collegio giudicante) e Monica Selene Mazzarese, capitano di Fregata, che hanno ricostruito attraverso le parole della sentenza le fasi del naufragio con spostamenti e comportamenti di Schettino, poi con il racconto del sindaco Sergio Ortelli che ha rimesso al centro la grande risposta data dai gigliesi e il perfetto funzionamento della macchina dei soccorsi e del recupero dell’enorme relitto. Nel pomeriggio si è parlato di cosa questa storia lascerà nei libri di diritto. Perché questa storia, di cose da prendere come esempio, nel bene e nel male, ne ha tante.

Luca Mantiglioni