Donna accusata di omicidio: “Ma io sono innocente”. Chiede la revisione del processo

Adriana Pereira Gomes continua a professarsi innocente nonostante anche la Cassazione abbia stabilito che deve scontare 24 anni di carcere

Adriana Pereira Gomes è stata condannata a 24 anni di reclusione per l’accusa di omicidio della suocera
Adriana Pereira Gomes è stata condannata a 24 anni di reclusione per l’accusa di omicidio della suocera

Grosseto, 9 febbraio 2024 – Adriana Pereira Gomes continua a sostenere di non aver ucciso sua suocera, Maria Simonetta Gaggioli. E soprattutto non ha nemmeno provato a far sparire il suo cadavere.

Ma sono tre le sentenze che dicono invece che la responsabile sia lei e che l’hanno condannata a 24 di carcere. Anche la Cassazione ha confermato quanto stabilito in primo grado. La donna adesso, potrebbe anche chiedere la revisione del processo tramite l’avvocato Borselli del Foro di Firenze che la difende fin dal processo di Appello. Secondo tre giudizi la donna è colpevole e dovrà scontare una condanna a 24 anni di carcere.

Ha sempre sostenuto di non essere stata lei ad uccidere la suocera. Secondo la giustizia, la donna, dopo aver ucciso l’anziana, avrebbe tentato di far sparire il cadavere, a gettarlo lungo l’Aurelia, a Riotorto. Secondo quanto ricostruito dalla difesa la donna si era impaurita quando l’anziana aveva accusata un malore ed era poi morta nell’abitazione di Riotorto nella quale vivevano tutti insieme.

E lei, presa dal panico, prima aveva nascosto il cadavere sotto al letto dei suoi figli, in camerina. Poi l’aveva caricata sull’auto e portata lungo l’Aurelia, dov’è stata ritrovata giorni dopo. La settantaseienne era l’unica fonte di sostentamento per la famiglia del figlio, che era sposato appunto con Adriana Pereira Gomes, donna brasiliana che l’uomo aveva conosciuto anni prima. E anche per questo, secondo la difesa della donna, il movente individuato dagli investigatori, sarebbe debole e potrebbe essere interessante chiedere la revisione. Adriana voleva trasferirsi in Brasile con il marito, Filippo Andreani, e i suoi figli, ma con loro avrebbero portato anche Maria Simonetta. Perché, quindi, ucciderla?

L’uomo, dopo la morte della mamma, ha dovuto affrontare la separazione dalla moglie e dai figli, che sono stati accolti in una Casa famiglia.

L’uomo ha trovato un lavoro che, da solo, non gli permette di prendersi cura di loro. Dal Brasile potrebbe arrivare la mamma di Adriana, per aiutare Filippo e far tornare così i tre figli della coppia a casa.

Una situazione dunque che, secondo la difesa, spiega chiaramente i motivi perché la donna non avrebbe avuto alcun interesse ad uccidere l’anziana. Che era ben voluta da tutti.