Grosseto, 16 settembre 2014 - E' cominciata la nuova vita di Madiba e Antares fuori dal circo. La tigre e il leone che la Lav lo scorso 2 settembre è riuscita a liberare dalla prigionia nel 'Circo Nazionale Aldo Martini'. Oggi, finalmente, sono stati trasferiti al Centro di recupero fauna selvatica di Semproniano (Grosseto). 

Le immagini sollevano ancora una volta il problema dello sfruttamento degli animali impiegati negli spettacoli circensi e delle gravi condizioni di detenzione in cui essi vengono mantenuti per anni, spesso per tutta la vita, stravolgendone del tutto i comportamenti e inducendo gravi patologie da stress. 

 "Nei circhi italiani ci sono ancora 2 mila animali prigionieri: la maggior parte di loro, come tigri e leoni, sono nati in cattivita', mentre altri sono stati importati, spesso illegalmente - ricorda la Lav- generalmente, un leone o una tigre del circo vivono in uno spazio di pochi metri quadri. La sofferenza e' reale, se si considerano le dimensioni medie di un circo e il numero di animali ospitati. La realta' dell'addestramento si basa sulla costrizione, fisica e psicologica, sulla paura del dolore fisico e sulla privazione del cibo. In gabbia gli animali soffrono e i segnali del loro malessere sono evidenti: in cattivita' sviluppano atteggiamenti stereotipati e sono impossibilitati a porre in essere i loro comportamenti naturali".

Ma "denunciare tali condizioni ed ottenerne il sequestro, spesso non e' sufficiente a porre in salvo gli animali". Per questo la Lav chiede "una concreta politica di sostegno dei Centri di recupero, che svolgono attivita' importantissime e senza i quali non e' possibile dare accoglienza ad animali sequestrati, come il leone Madiba e la tigre Antares, che non possono essere reintrodotti in natura".  La Lav, infine, rivolge un appello al Parlamento affinche' "le proposte di legge per la dismissione degli animali dai circhi vengano discusse e divengano legge dello Stato nel piu' breve tempo possibile, per restituire dignita' a migliaia di animali sfruttati al solo scopo di intrattenere spettatori spesso inconsapevoli del dolore che si cela dietro le esibizioni".

La Lav era riuscita a liberare la tigre e il leone grazie anche alla collaborazione del Servizio Cities del Corpo forestale dello Stato.