Granchio blu, minaccia o risorsa. Il mercato lo vuole: vola l’import

Ormai viene comprato da Grecia e Tunisia, ma il nostro mare ne è ricco e bisogna decidere che fare

"Stiamo mandando a bruciare una risorsa che potrebbe valere cento dollari al chilo". La pensa così Paolo Caratossidis, promotore del Granchio Blu Network e presidente di Cultura & Cucina, che spiega: "Il granchio blu per molti è già una risorsa, al punto che ne importiamo grandi quantità da Grecia e Tunisia".

La commercializzazione del granchio blu ha già portato questo prodotto nei banconi dei supermercati, ma il suo valore non si avvicina a quello di cui parla Caratossidis, che ha affrontato il tema nel libro ‘Granchio Blu, minaccia o risorsa’.

"Il granchio blu è in tutto il Mediterraneo – afferma infatti Paolo Caratossidis – ma in Tunisia hanno iniziato a lavorarlo in modo strutturato e adesso rappresenta il venticinque per cento del loro export, per quanto riguarda i prodotti ittici. Così più o meno come in Grecia. Noi lavorazioni di questo tipo non le facciamo, vendiamo il prodotto così com’è e al consumatore piace meno. Se lo Stato avesse investito in stabilimenti e macchine per la trasformazione del prodotto una piccola parte di quello che ha speso in studi inutili, avremmo creato una catena di valore".

Manca ancora una regolamentazione specifica. Federpesca aveva anche proposto di autorizzare in alcune zone la pesca a strascico nei fondali più bassi di 50 metri, dove non è consentita, per verificare la presenza del granchio anche lungo le coste toscane. "È chiaro che però non può essere la soluzione – spiega Roberto Manai, di Federpesca Toscana – perché lo strascico nei bassi fondali finirebbe per danneggiare l’ecosistema portando via tutto, perché si andrebbe a incidere nel punto in cui i pesci di riproducono".

Tra l’altro, secondo i dati di Federpesca, la metà della flotta toscana potrebbe andare verso lo smantellamento, decidendo di accedere ai 74 milioni di euro che il Fondo europeo affari Marittimi Pesca e Acquacoltura ha messo a disposizione per la demolizione dei pescherecci.

"In ogni caso – conclude Manai – il granchio blu va pescato nei bassi fondali". Per esempio, nella laguna di Orbetello, la cooperativa dei pescatori ha commercializzato il granchio blu dallo scorso luglio.

"In inverno – spiega il presidente della cooperativa dei Pescatori di Orbetello, Pier Luigi Piro – la presenza del granchio è calata sensibilmente, ma la sensazione è che con la stagione calda si ripeterà la situazione che abbiamo vissuto l’anno scorso. Nel 2023 ne abbiamo pescati ottanta quintali, utilizzati per ristorante e distribuzione. Ma i danni ancora dobbiamo finirli di contare. Quelli causati alla pesca dell’anguilla li conosciamo, ma nei prossimi anni capiremo anche il resto, perché ancora non sappiamo quanti avannotti sono sopravvissuti a questo predatore".