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3 ago 2022
3 ago 2022

Giorni importanti, qui c’è gente di "Clazz"

Torna la rassegna che mette insieme generi musicali e culture diverse. E l’intero paese si trasforma in una grande sala prove

3 ago 2022
Uno dei momenti di «Clazz» all’interno del teatro degli Unanimi che ospita poi le esibizioni
Uno dei momenti di «Clazz» all’interno del teatro degli Unanimi che ospita poi le esibizioni
Uno dei momenti di «Clazz» all’interno del teatro degli Unanimi che ospita poi le esibizioni
Uno dei momenti di «Clazz» all’interno del teatro degli Unanimi che ospita poi le esibizioni
Uno dei momenti di «Clazz» all’interno del teatro degli Unanimi che ospita poi le esibizioni
Uno dei momenti di «Clazz» all’interno del teatro degli Unanimi che ospita poi le esibizioni

Chi accorda lo strumento, chi segue la lezione, chi si esercita, chi si confronta o più semplicemente socializza, più in generale c’è chi sta animando Arcidosso non solo di musica ma anche di tante lingue e culture diverse. Nella cittadina amiatina è tornato "Clazz" e si sente. Il festival internazionale di musica fondato nell’autunno del 2015 da Matt Pickart, Thomas Fortmann e Helmut Lipsky sta animando il centro storico di Arcidosso.

Passeggiare nelle vie del centro storico è come camminare in una grande sala musicale ricca di note e melodie che aleggiano tra le case e i vicoli. Dopo due anni di stop a causa della pandemia, "Clazz" dunque è tornato, i primi concerti si sono svolti nello scorso weekend e la settimana che è appena iniziata offre esibizioni live da non perdere. In questo angolo dell’Amiata, maestri e allievi da tutto il mondo si incontrano contaminando le proprie conoscenze ed esperienze musicali. È nel più antico teatro della provincia (teatro degli Unanimi) e nelle chiese del 12° secolo che "Clazz" ospita infatti artisti e maestri che sono ai vertici del loro campo, inclusi vincitori e candidati di Grammy, importanti direttori d’orchestra, migliori professori di conservatorio e universitari, solisti e artisti della registrazione.

"Clazz – dicono gli organizzatori – è nato come un’opportunità per insegnare a musicisti di formazione classica, in particolare suonatori d’archi, come improvvisare attraverso gli ideali pedagogici del jazz e linguaggi musicali di altre culture. Dopo il successo iniziale con un piccolo ma potente gruppo nel 2016, Clazz si è ampliato l’anno successivo per offrire due sessioni: jazz e classica. Il nome stesso di Clazz deriva ovviamente dalla fusione (o dall’intersezione) di idiomi classici e jazz. Le estati 2017 e 2018 hanno caratterizzato le due sessioni e amplificato la reputazione del festival, facendone aumentare vertiginosamente il numero dei partecipanti".

Nel 2019, prima dello stop a causa della pandemia da covid, Clazz ha deciso di integrare classica e jazz in un unico festival, allungando il numero di giorni per consentire agli studenti di immergersi il più possibile. In programma ancora quattro concerti, tutti alle 21.30. Domani al Teatro degli Unanimi un concerto di musica da camera con pianoforte, venerdì nella chiesa di San Leonardo "I giovani artisti di domani", sabato, sempre al teatro, studenti e professori in concerto e infine gran finale domenica, quando saliranno sul palco del teatro di Arcidosso i componenti della "Clazz Orchestra".

Nicola Ciuffoletti

© Riproduzione riservata

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