Il feretro di Giorgio Albertazzi (Germogli)
Il feretro di Giorgio Albertazzi (Germogli)

Sticciano (Roccastrada), 30 maggio 2016 - «Liquidarlo come straordinario attore, soltanto nel momento della morte, non è sufficiente. Albertazzi era molto di più». Così il giornalista Oliviero Beha ha iniziato il suo discorso in memoria di Giorgio Albertazzi, durante la cerimonia che si è tenuta ieri pomeriggio. Nessun funerale, queste erano le volontà dell’attore. Solo un ritrovo privato, con pochi intimi e colleghi, nel giardino della splendida tenuta a Pescaia. A tenere l’orazione è stato Oliviero Beha, amico del grande attore, che l’ha ricordato come figura, ma anche come persona. Accanto a lui, la moglie del maestro, Pia Tolomei, è rimasta ferma per tutto il discorso, tenendo in mano una rosa, quasi fare da eco, con il suo composto silenzio, alle parole del giornalista.

Giorgio Albertazzi era «un fiorentino doc e tifoso della Fiorentina», come l’ha definito Beha ma, quella stessa Firenze che l’ha visto crescere, non gli ha mai consentito di sviluppare appieno le sue potenzialità. Era un uomo che, nel momento in cui ha interpretato Adriano in «Memorie di Adriano», ha saputo entrare meglio di chiunque altro nella parte, cogliendo spirito di chi è costretto a diventare saggio. «Albertazzi non era solo un grande attore – ha commentato Beha –, era un uomo che, come Adriano, voleva insegnare qualcosa, ma che non ha potuto, poiché non gli è stato concesso da un Paese che non ha saputo apprezzarlo». Una spina nel fianco, Firenze, ma anche l’Italia, che non gli ha mai dato l’opportunità di realizzare la scuola di teatro che aveva in mente di istituire.

«Ho trovato anche volgare l’uso da parte dei media del ricordo della Repubblica di Salò – ha poi aggiunto Beha –. All’epoca, aveva solo 20 anni e associare la morte di un grande attore a un episodio di gioventù dimostra che il nostro Paese è arrivato alla frutta». Alla cerimonia, non sono mancati colleghi e amici del mondo dello spettacolo: da Milly Carlucci a Lina Sastri, da Paola Pitagora a Mariangela D’abbraccio, ma anche Ornella Vanoni e Maurizio Scaparro. In quello splendido giardino erano presenti anche gli abitanti del luogo, che negli anni avevano stretto amicizia con Albertazzi e sua moglie. Non è mancato neanche il sindaco di Roccastrada, Francesco Limatola, che ha così commentato: «Oggi abbiamo perso un grande uomo, attore e italiano che aveva un legame con il nostro territorio, che amava e apprezzava. Il 13 giugno dello scorso anno, mi disse che fare il sindaco oggi è difficile, ma che ero un sindaco fortunato, poiché rappresento un territorio molto bello». La salma sarà cremata e giovedì alle 18 le ceneri saranno portate al teatro Argentina dove, in occasione della Festa della Repubblica, si terrà una commemorazione aperta a tutti.