A dieci anni dal naufragio della Concordia, la Confconsumatori ha come primo pensiero il dolore delle famiglie. In secondo luogo il pensiero va alle migliaia di italiani (e non) che, anziché trascorrere un periodo di vacanza e di serenità, hanno vissuto un’esperienza tragica che ha segnato indelebilmente le...

A dieci anni dal naufragio della Concordia, la Confconsumatori ha come primo pensiero il dolore delle famiglie. In secondo luogo il pensiero va alle migliaia di italiani (e non) che, anziché trascorrere un periodo di vacanza e di serenità, hanno vissuto un’esperienza tragica che ha segnato indelebilmente le loro vite. Sotto il profilo dei diritti dei consumatori e soprattutto del diritto costituzionale al riposo, quello che è successo è stato di enorme impatto su tutto il settore del turismo da crociera e ha influenzato – e sta ancora influenzando – le scelte turistiche di milioni di consumatori italiani ed europei. Anche il riconoscimento della costituzione di parte civile di Confconsumatori ha da un lato dimostrato che fenomeni nefasti come quello di 10 anni fa costituiscono un danno per la fiducia generale dei consumatori. La Confconsumatori ha assicurato assistenza ad una ventina di naufraghi che non hanno accettato le prime lusinghe di Costa Crociere e tutti hanno ottenuto, equi e sostanziosi ristori commisurati al patema d’animo subito. "La domanda che si impone alle istituzioni - dice Marco Festelli, attuale vicepresidente nazionale della Confconsumatori che all’epoca ha rappresentato l’associazione in tutti e tre i gradi di giudizio – è sapere quali accorgimenti concreti siano stati messi in atto da chi deve vigilare la sicurezza dei mari. Quali accorgimenti sono possibili per rimuovere dal comando un comandante che perde il controllo di una situazione potenzialmente catastrofica? Altre domande vanno rivolte alle compagnie di navigazione turistica".