Silvia Manetti e Nicola Stefanini
Silvia Manetti e Nicola Stefanini

Grosseto, 14 agosto 2021 - Non ricorda cosa è successo. Come mai ha impugnato quel coltello a serramanico e lo ha conficcato nella gola della sua compagna. Nicola Stefanini, 48enne di Volterra, da giovedì pomeriggio nel carcere di Grosseto con l’accusa di omicidio volontario, ieri mattina ha per la prima volta da quell’aberrante delitto avvenuto sulla strada che conduce a Monterotondo Marittimo, ha deciso di parlare di fronte al giudice per le indagini preliminari, Marco Mezzaluna, durante l’interrogatorio di garanzia. "Non ricordo come mai l’ho uccisa". Ha detto durante il breve interrogatorio cui è stato sottoposto (circa 20 minuti) in compagnia del suo legale, Rosanna Savelli.

"C’è stata una lite - ha detto il suo legale - mentre stavano tornando a casa. Si è fermato ma non ricorda altro. Ha come un black out. Poi è scoppiato a piangere". Il gip Marco Mezzaluna ha convalidato l’arresto e Nicola Stefanini rimarrà in carcere. L’uomo è apparso ancora in stato confusionale. Nella notte tra mercoledì e giovedì ha ammazzato con una coltellata alla gola la compagna di 45 anni, Silvia Manetti, dopo averla portata cena in un locale della costa grossetana per festeggiare i tre anni di fidanzamento. "Non ha aggiunto nulla comunque - ha chiuso il legale - alla confessione che aveva fatto al 112 e quando sono arrivati i carabinieri".

Intanto ieri, il professor Mario Gabbrielli, medico patologo dell’Università di Siena, ha effettuato l’autopsia sul corpo di Silvia Manetti. L’esame è stato disposto dal magistrato che conduce le indagini, Anna Pensabene. Non tanto per avere la certezza su come è morta la donna (è stata pugnalata al collo dal suo compagno), quanto se quella relazione avesse nascosto agli occhi di tutti qualcosa di diverso.

Gli inquirenti infatti vogliono scoprire se la donna aveva nel suo corpo delle lesioni pregresse, magari retaggio di percosse ricevute dal compagno. Intanto l’attenzione si sposta sui due figli della vittima: due ragazzini di 10 e 14 anni. Da ieri in una struttura protetta del comune di Monterotondo Marittimo in attesa dell’affido definitivo.

Anche il comune di Altopascio, da dove proveniva Silvia, è stato contattato dai servizi sociali di Monterotondo. "L’amministrazione – dicono dal Comune - sta già intervenendo anche per tutti gli aspetti economici. I servizi sociali dei due comuni gestiranno insieme questa situazione, anche con il tribunale dei minori e il comune di Altopascio farà tutto quello che è possibile e che è nelle sue facoltà per sostenere e gestire i minori, partendo anche dai servizi comunali".