A general view showing the salvage site after the depature of the wrecked Italian cruise liner the Costa Concordia from Giglio Island, northern Italy, 23 July 2013. With an escort of more than a dozen tug boats, the Costa Concordia is towed on its final journey to the port of Genoa. The ill-fated liner struck a reef off the island in January 2012 and capsized killing 32 people. It is expected to arrive in Genoa on 26 July where it will be scrapped. 
ANSA/CLAUDIO GIOVANNINI
A general view showing the salvage site after the depature of the wrecked Italian cruise liner the Costa Concordia from Giglio Island, northern Italy, 23 July 2013. With an escort of more than a dozen tug boats, the Costa Concordia is towed on its final journey to the port of Genoa. The ill-fated liner struck a reef off the island in January 2012 and capsized killing 32 people. It is expected to arrive in Genoa on 26 July where it will be scrapped. ANSA/CLAUDIO GIOVANNINI

Grosseto, 21 agosto 2014 - HA LASCIATO la costa del Giglio da quasi un mese — dopo trentuno di coabitazione forzata — ma nella piccola isola dell’arcipelago toscano la Concordia continua a far parlare di sé. A far discutere. E alla fine a mettere d’accordo maggioranza e opposizione. Solo una vicenda incredibile come è stato il naufragio del transatlantico Costa poteva aspirare a tanto. Giacché i consiglieri di «Progetto Giglio», ora, all’unisono con quelli di «Orgoglio Gigliese», che insieme al sindaco Sergio Ortelli governano l’isola, chiedono che le sei piattaforme sottomarine che sono state il piedistallo su cui ha ruotato il relitto (tre piccole e tre grandi) non vengano smantellate.

Nella seduta di martedì sera, infatti, è stata approvata, con un solo astenuto, la mozione presentata dalla minoranza con l’aggiunta di un emendamento della maggioranza. «Non ho mai negato il valore della piattaforme — commenta il sindaco Ortelli — quale occasione di rilancio turistico, fermo restando e puntualizzando che nella loro gestione non si pongano limitazioni o interdizioni alla balneazione o alle attività diportistiche». Questo è il punto: rimangano pure lì dove ormai si sono amalgamate con l’ambiente sottomarino, creando una «piccola Atlantide», ma senza che questo comporti divieti o ulteriori intrusioni per la fruizione di quello specchio di mare. Il timore di Ortelli sta nel ministero dell’Ambiente che non vedrebbe di buon occhio la permanenza di malta e acciaio sott’acqua. Costa Crociere, invece, con questa decisione risparmierebbe circa 10 milioni per le operazioni di bonifica ancora da iniziare. Mica male.