I primi venti anni dell’Eurofighter. Il "caccia" che ha cambiato la storia

Cerimonia al "Baccarini" in occasione della ricorrenza. Il 4° Stormo ha reso omaggio al "suo" velivolo

A sinistra il colonnello Filippo Monti, comandante del 4° Stormo, e il generale Luigi Del Bene, comandante delle Forze da Combattimento dell’Aeronautica militare

A sinistra il colonnello Filippo Monti, comandante del 4° Stormo, e il generale Luigi Del Bene, comandante delle Forze da Combattimento dell’Aeronautica militare A destra (sopra) l’Eurofighter che per primo atterrò al "Baccarini" nel 2004 e (sotto) il pannello con le foto celebrative allestito all’interno dell’hangar 2

Grosseto, 20 marzo 2024 - La presentazione alla città porta la data dell’11 dicembre 2003 e non fu un momento che poteva passare inosservato. Sulla pista dell’aeroporto militare "Baccarini", sede del 4° Stormo, c’erano due gioielli: uno conosciuto, la Ferrari F2003GA che allora spadroneggiava sotto la guida del campione del mondo Michael Schumacher; l’altro tutto da scoprire ma che da lì in poi sarebbe entrato e mai più uscito dal podio dell’eccellenza militare italiana. Era l’Eurofighter 2000 Typhoon, il caccia che avrebbe mandato in meritata pensione l’"F104" e che per quella presentazione, in una suggestiva sfida in tre manche di accelerazioni con la "rossa", fu affidato al pilota collaudatore e astronauta Maurizio Cheli. All’interno dell’aeroporto quasi tutta la città: 50mila persone.

La storia dell’Efa a Grosseto inizia lì, in una giornata che neanche la pioggia potè rendere meno emozionante, e da lì è proseguita con almeno altre due date che hanno altrettanto valore: il 16 marzo 2004, giorno in cui il primo Eurofighter atterrò al "Baccarini" per prendere servizio, e il 16 dicembre 2005, momento nel quale il 4° Stormo – dopo il necessario periodo di transizione – tornò a pattugliare lo spazio aereo italiano garantendo la sicurezza nazionale 24 ore su 24, 365 giorni all’anno.

I venti anni dall’arrivo del primo Efa sono stati ricordati e celebrati con un evento che ha riportato a Grosseto proprio il caccia che prima di tutti gli altri suoi "fratelli" atterrò al "Baccarini", velivolo per l’occasione riproposto in versione Special color , ovvero con una "coda" celebrativa. L’atterraggio è stato anticipato da un sorvolo in formazione con altri quattro caccia, uno in rappresentanza di ciascuna base che ospita gli Eurofighter: 4° Stormo di Grosseto, 36° Stormo di Gioia del Colle, 37° Stormo di Trapani e 51° Stormo di Istrana.

"L’Efa nasce come velivolo di difesa aerea e poi negli anni – dice il generale Luigi Del Bene, comandante delle Forze da combattimento dell’Aeronautica militare – ha avuto ulteriori evoluzioni assumendo capacità multiruolo in grado di soddisfare le esigenze di ogni scenario operativo, in Italia e negli altri contesti internazionali dove siamo chiamati ad operare".

"Celebriamo i 20 anni di Eurofighter – dice poi il colonnello pilota Filippo Monti, comandante del 4° Stormo –. Venti anni di un aereo che sta facendo la storia della nostra gloriosa Forza armata, un sistema d’arma che ha richiesto un cambiamento nei cuori e nelle menti del personale del 4° Stormo prima e poi di tutta l’Arma Azzurra che si è rinnovata per essere al passo coi tempi e rendere il Typhoon efficace già dai suoi primissimi anni di vita".

Ad accogliere l’Efa celebrativo c’era anche il generale Alberto Rosso che nel marzo 2004 era al comando del 4° Stormo, base che poi ha lasciato per iniziare una nuova scalata che lo ha portato fino a ricoprire dal 2018 al 2021 l’incarico di Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica. Un ufficiale che carriera ed esperienza hanno abituato a saper gestire bene ogni emozione, sentimento che però in questa particolare giornata ha voluto che fosse condiviso con tutti.

"Essere tornato qui, oggi, è un’emozione, un flashback in una parte fantastica della vita di un pilota. Pensare che siano passati 20 anni fa un certo effetto, ma lo spirito rimane quello di un tempo. Del 4° Stormo dentro al mio cuore porto tutta la vita di pilota. Qui sono arrivato come sottotenente e qui ho avuto la fortuna di crescere come pilota e come ufficiale condividendo con tante persone, a prescindere dal grado, esperienze uniche. Questo è stato è resterà il mio Stormo".